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L’Europa sta gestendo il flusso migratorio in modo terribile, perché?

La crisi dei migranti è stata gestita in modo terribile dall’Europa ecco perché in 5 ragioni

La crisi dei migranti di questa estate è una delle peggiori di sempre, oltre ai classici migranti africani il flusso è stato rimpolpato dai profughi siriani che scappano dall’ISIS e a Bruxelles sembrano essere tutti d’accordo che vada fatto qualcosa ma su come e quando pare non esserci una sola opinione comune. Le divisioni sono profonde e a volte sono presenti anche all’interno degli stessi stati e l’Europa come corpo unico non è riuscito a gestire il problema in un modo neanche lontanamente accettabile.


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Il problema dei migranti è grande, grandissimo, e in costante crescita da aprile quando già era molto serio.
Negli ultimi mesi la crisi ha visto l’apertura di nuovi fronti oltre ai classici Libia/Sicilia e Turchia/Grecia grandi incidenti si sono riscontrati alla frontiera di Ventimiglia con la Francia, tra Macedonia e Grecia, a Calais davanti all’Eurotunnel che collega Francia e Inghilterra, alla frontiera tra Serbia e Ungheria. A luglio per la prima volta si sono superati i 100.000 migranti alle frontiere europee con 107.000. Con l’aumento della pressione, fisiologicamente, sono aumentate anche le tragedie collegate all’immigrazione. La Siria, ora, è la principale nazione di provenienza dei migranti.


2


A volte si ha la sensazione che per qualcuno la situazione non sia grave come dovrebbe sembrare a tutti. Dopo la recente scoperta dei 71 rifugiati morti in un camion in Austria la presidenza della UE, lussemburghese, ha chiesto un incontro straordinario, nel giro di due settimane, da parte dei ministri dell’Interno e della Giustizia.
Il commissario ala migrazione, Avramopoulos, e il vice presidente della Commissione, Timmermans, visiteranno alcuni dei punti di crisi. Questa è stata tutta la risposta europea al problema. Ufficialmente il primo summit che si occuperà di immigrazione sarà a novembre.
Angela Merkel, ultimamente, ha aperto all’immigrazione sospendendo il Regolamento di Dublino secondo cui i richiedenti asilo devono essere identificati e stare nel paese dove varcano le frontiere europee. Questa apertura è stata decisa per gli immigrati siriani, immigrati atipici, con una scolarizzazione e possibilità economiche mediamente superiori a quelle di altri immigrati provenienti da paesi meno sviluppati. Nonostante questo la scelta della Merkel è stata osteggiata da molti suoi elettori.
L’unico altro importante stato europeo che ha mostrato un impegno costante e deciso è l’Italia. Ormai è famosa la sfuriata di Renzi a porte chiuse contro Tusk e gli stati dell’Europa orientale per la questione delle quote obbligatorie di richiedenti asilo.
A parte la Merkel e Renzi, tuttavia, nessun altro grande leader europeo ha intenzione di affrontare la delicatissima questione in modo deciso.


3


L’immigrazione è diventata un campo di battaglia tra le due figure più importanti a livello europeo: il presidente della Commissione Junker e il presidente del Consiglio europeo Tusk.
Prima della riunione sulle quote obbligatorie Tusk ha twittato che non c’era accordo tra gli stati ed è stato accusato dall’Italia e da altri stati di complottare per manovrare il risultato della riunione. Gli stati sostenitori di Tusk hanno per tutta risposta accusato Junker di non aver rispettato il mandato del Consiglio di organizzare una schema di divisione dei rifugiati su base volontaria.
Per ora l’Italia e Junker sembrano averla avuta vinta con la promessa dello spostamento dei rifugiati ma gli altri stati stanno rallentando i trasferimenti e il numero promesso non è ancora stato raggiunto.


4


La crisi degli immigrati ha aumentato in modo vertiginoso i numeri dei partiti di estrema destra in tutta europa facendo scoppiare una nuova era per il populismo europeo. In tutta Europa i partiti populisti sono al massimo storico dopo la fine della guerra.
L’immigrazione, dopo l’Euro, è il grande argomento su cui la destra sta battendo con insistenza e i governi sono costretti a inseguire i populisti sul loro terreno.


5


Non c’è una soluzione militare credibile. Un tempo in situazioni simili l’occidente sarebbe intervenuto militarmente ma ora oltre alla non volontà dei paesi occidentali ora non si saprebbe neppure dove intervenire.
Una nuova missione è stata lanciata per bloccare i contrabbandieri di persone nel Mediterraneo ma per il momento è in fase di ricerca intelligence e non è entrata ancora in fase operativa. Tuttavia senza un via libera da parte dell’ONU la missione non avrà la possibilità di intervenire in territorio libico e i russi si sono dimostrati molto riluttanti nel dare il via libera ad un intervento di questo tipo.
Certo se le fazioni in lotta in Libia non riusciranno a raggiungere l’accordo un intervento diventerà obbligatorio, ISIS sta guadagnando sempre più terreno e l’Europa non si può permettere di avere un vicino così ingombrante e che assumerebbe, virtualmente, il controllo del traffico di migranti.

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