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Matteo Renzi e Barack Obama, friends with benefits

Matteo Renzi sarà l’ospite principale dell’ultima cena di gala alla Casa Bianca di Barack Obama e i giornali americani scoprono il premier italiano

Barack Obama ha deciso di dedicare la sua ultima cena di stato alla Casa Bianca all’Italia e al suo premier, Matteo Renzi. Sarà una cena piena di ospiti dove a cucinare le verdure dell’orto della first lady Michelle Obama sarà lo chef italo-americano Mario Batali e a cantare dopo la cena ci sarà Gwen Stefani.


Obama ha sempre apprezzato Renzi: “Sono davvero ben impressionato dalla visione e dall’energia di Renzi e dalle riforme che sta cercando di attuare per sviluppare a fondo il potenziale dell’economia e del popolo italiano. La sua volontà di cambiare lo status quo e il suo sguardo nei confronti del futuro lo hanno reso uno dei leader carismatici dell’Europa.
Questa cena è un supporto pubblico e internazionale nei confronti del referendum su cui Renzi ha investito tanto e uno sgarbo nei confronti di Angela Merkel e Francois Hollande che ultimamente stanno duellando con il presidente del Consiglio dei ministri su migranti e austerità.


Guardando al passato però i supporti pubblici di Obama nei confronti di leader europei non hanno portato bene. L’ultimo endorsement della Casa Bianca era stato nei confronti di Cameron prima della Brexit e sappiamo tutti come è andata.
La visita di Renzi arriva in piena campagna referendaria e l’idea di cambiare la costituzione per togliere il bicameralismo perfetto è il tipo di riforme che hanno fatto di Renzi uno dei leader europei preferiti da Obama.
C’è da considerare che il successo del referendum può essere essenziale a livello europeo. Con un sistema bancario così debole una crisi politica come inevitabilmente si scatenerebbe in caso di vittoria dei no al referendum destabilizzerebbe tutta l’area euro e il mondo como conseguenza.


Come se non bastasse la campagna per il referendum è curata da Jim Messina, il consulente che aiutò Obama a essere eletto e che aiutò Cameron in entrambi le sue elezioni così come per la campagna Remain.
La stessa reputazione di Messina, amico di Obama, è in gioco in caso di perdita del referendum dopo la cocente sconfitta del Remain nel Regno Unito.


L’intervento di Obama nel referendum sulla Brexit ha sollevato molte critiche in UK e lo stesso potrebbe fare in Italia. Cosa peraltro già successa quando l’ambasciatore americano in Italia, John Phillips ha sostenuto che in caso di no al referendum molte aziende americane che stanno investendo in italia se ne sarebbero andate. Un problema piuttosto grosso dato che l’Italia è all’ottavo posto per investimenti USA in Europa quando secondo le previsioni dovrebbe essere al secondo, massimo terzo posto.


Come per il referendum negli ultimi giorni Renzi ha tentato di rendere il viaggio meno personale e ha rimarcato più volte che ad essere invitata alla Casa Bianca è tutta l’Italia. Per questo è stata messa in risalto la lista di invitati che Renzi si porterà dietro: Benigni e Sorrentino; la direttrice del CERN Fabiola Giannotti; Paola Antonelli del MoMA; il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini e la campionessa para-olimpica Bebe Vio.
Renzi e Obama terranno una conferenza stampa prima dell’inizio della cena a seguito di un incontro privato. Era dal 2008 quando George W. Bush tenne una cena di gala per Silvio Berlusconi che all’Italia non veniva concesso questo onore.


Obama si è sempre affidato alla Germania come interlocutore principale in Europa ma la politica dell’austerity è sempre stata avversata a Washington e Renzi è il veicolo perfetto per rimarcare il messaggio. Questo non è, tuttavia, l’unico punto di incontro tra i due stati nell’ultimo periodo. L’aiuto italiano in Libia è stato molto apprezzato al Pentagono e l’appoggio USA alla gestione italiana della crisi immigrati non è passato inosservato a Roma.


Tutti al di fuori dall’Italia, insomma, fanno il tifo per il si al referendum, non per Renzi in sé ma per la necessità di una stabilità italiana un po’ come tutti facevano il tifo per il Remain in UK, non resta che vedere se gli elettori italiani daranno più soddisfazioni rispetto a quelli del Regno Unito ai leader mondiali.

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