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Medicina narrativa: il racconto diventa una cura

Il racconto del proprio dolore come cura: è questo l’elemento principale della medicina narrativa o narrative based medicine (nbm). Chi soffre di una malattia cronica e incurabile, ma anche chi assiste un malato ha bisogno soprattutto di ascolto. Così tra gli anni ’80 e ’90 negli Stati Uniti è nato questo concetto medico che sta prendendo piede anche in Italia. Il presupposto è che la malattia non sia solo un insieme di dati oggettivi e sintomi fisici, ma anche esperienza soggettiva e percezione collettiva. Il racconto scritto e orale di sofferenze fisiche, psicologiche ed emotive costituisce un elemento prezioso sia per il paziente che per i medici, che possono così costruire un percorso di guarigione unico e personale, basato sull’esperienza soggettiva del singolo caso.


In Italia i primi a cogliere le potenzialità della medicina narrativa sono stati i medici del reparto di neurologia dell’ospedale civile di Alessandria. Dal 2013 nel reparto è presente una stanza adibita alla scrittura terapeutica, dove i pazienti (ma anche medici e infermieri) sono invitati a mettere per iscritto sensazioni, emozioni e pensieri provocati dalla malattia e dalle cure. La medicina narrativa, racconta con orgoglio il medico Antonio Maconi in un’intervista, «si concentra sul ruolo relazionale e terapeutico del racconto dell’esperienza di malattia da parte del paziente e nella condivisione dell’esperienza, attraverso la narrazione, con il medico che lo cura». Il racconto assume valore terapeutico per il paziente, “costretto” a riflettere sulle reazioni del proprio corpo e della propria mente e ad interiorizzare quella “rottura biografica” che è il sopraggiungere di una malattia, che modifica la vita, le abitudini, i rapporti con gli altri. Ma scrivere e leggere queste storie è fondamentale anche per i familiari dei malati, e per medici e infermieri che ogni giorno si trovano a fronteggiare situazioni critiche. La scrittura terapeutica permette infatti diagnosi più precise e cure più mirate e personalizzate.


Tantissime sono le iniziative presenti in Italia per favorire la diffusione della medicina narrativa come metodo di cura e di ascolto del paziente. Di recente, infatti, è stato pubblicato il volume Storie Luminose, edito da 24Ore Cultura e realizzato da Novartis in collaborazione con la Fondazione ISTUD. Il libro raccoglie 50 storie di malati di sclerosi multipla, tra paura e speranza, disperazione e accettazione. La dottoressa Stefania Gori (Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Don Calabria-Sacro Cuore di Negrar – VR) ha indetto un premio letterario dedicato a racconti di pazienti oncologici, dei loro familiari e dei professionisti a stretto contatto con il dolore. Allo stesso modo, l’Istituto Nazionale dei Tumori con Salute Donna onlus ha lanciato l’iniziativa Oncostories, mentre l’Ail in collaborazione con la scuola di scrittura Holden promuove i racconti di malati di leucemia. Un invito a scrivere è stato lanciato anche dall’ospedale civile di Alessandria con il concorso Racconta la tua storia, indetto dallo scrittore e giornalista Roberto Cotroneo, alessandrino, oggi direttore della Scuola di giornalismo della Luiss.

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