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Obama spiega perché gli USA non invadono il Califfato

Tutti si chiedono perché gli americani non invadono il Califfato e Obama ha pronta la risposta ed è convincente

In questi momenti di oltraggio dopo i sanguinosi attentati di Parigi tutti i cittadini occidentali sembrano chiedersi: perché gli americani, la nazione più ricca e con l’esercito più potente, non fa di più per fermare questi criminali? Ognuno aveva le sue teorie e le sue spiegazioni, almeno fino a quando Obama ha risposto con estremo candore a questa domanda durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Ecco le sue parole:


“Alcuni suggeriscono che dovremmo mandare sul campo un grande numero di soldati. Abbiamo i migliori soldati e i migliori strateghi al mondo.

Non è solo una mia idea ma anche l’idea dei miei consiglieri militari più vicini che questo sarebbe un errore.

Non perché i nostri militari non potrebbero marciare su Mosul o Raqqa o Ramadi e spazzare via temporaneamente ISIS ma perché rispunterebbero a meno che non ci prepariamo a occupare in modo permanente questi stati.

Facciamo l’esempio di mandare 50.000 soldati in Siria, cosa succede quando ci sarà un attacco terroristico generato in Yemen? Mandiamo ancora più truppe là? O in Libia magari?”


“Il mio unico interesse è bloccare la sofferenza e tenere al sicuro il popolo americano. Se c’è una buona idea là fuori noi la metteremo in pratica.

Quello che non faremo, quello che non farò è agire perché funzionerebbe dal punto di vista politico o perché, in teoria, farebbe sembrare l’America una nazione dura o farebbe sembrare me un duro. O per inseguire qualche idea di “guida americana” del mondo o di “America vincente” o qualsiasi altro slogan spunti fuori.

Quello non ha niente a che fare con il vero e proprio lavoro necessario per tenere al sicuro il popolo americano o le persone che vivono nell’area e vengono uccise o i nostri alleati e persone come in Francia. Sono troppo occupato per questo.”


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