giannipittella

Il parlamento europeo è sull’orlo del collasso?

L’alleanza tra socialisti e popolari che garantisce al parlamento europeo di funzionare è saltata, cosa succederà?

La grande coalizione che tiene in piedi il parlamento Europa, quella tra PPE e S&D è appena scoppiata e il motivo è la decisione del socialisti di far saltare l’accordo sulla divisione dei poteri su cui era fondata la coalizione.
La rottura ha creato una situazione di incertezza a Bruxelles che non si vedeva da molti anni. Si prospettano settimane di discussioni e di paralisi legislativa che lasceranno impotenti anche il presidente della commissione Junker e del Consiglio Europeo Tusk.


La fragilità Della coalizione è sempre stata sotto gli occhi di tutti ed è tornata sotto gli occhi di tutti quando il presidente del parlamento europeo Shultz ha annunciato le sue dimissioni per far ritorno nel Bundestag.
L’accordo prevedeva che finito il turno di Shultz, membro dei socialisti, sarebbe stato il turno di un membro del PPE a prendere la presidenza del Parlamento. Peccato che nel frattempo il PPE ha preso o mantenuto il controllo di Commissione e Consiglio con Junker e Tusk quindi se gli accordi fossero rispettati ci sarebbe un terzetto del PPE alla guida dell’Europa. Un po’ troppo secondo i socialisti.


Per questo i socialisti, il secondo partito per seggi in parlamento proprio dopo i popolari, hanno candidato il loro leader, Gianni Pittella.
Il politico lucano del PD è poco conosciuto in Italia, dove ha raggiunto il picco di popolarità durante le scorse primarie, ma è un peso massimo in Europa e la sua candidatura pone una minaccia serissima al partito di maggioranza relativa.


Una situazione di questo tipo ha finito per puntare i riflettori su Guy Verhofstadt, il belga leader dell’ALDE, il gruppo di centro, che con i suoi 70 voti sposterà l’elezioni verso un candidato o verso l’altro. Verhofstadt ha per ora dichiarato la sua candidatura ma le sue possibilità di vittoria sono vicine allo zero e i suoi voti, molto probabilmente saranno quelli che eleggeranno il nuovo presidente del parlamento europeo.


Il PPE ha la maggioranza dei voti all’interno del parlamento europeo e in ultima istanza, se l’ALDE deciderà di correre da solo fino in fondo, ha la possibilità di eleggere un proprio presidente ma i socialisti hanno già fatto sapere che questo porterà alla fine della grande coalizione.


Pittella ha dichiarato che le premesse su cui si era basata la coalizione sono state disattese dal PPE e che i socialisti pensano che sia necessario, per il bene dell’UE, che a Bruxelles si abbia un nuovo programma più progressista per la seconda parte della legislatura. Un programma che lasci più spazio alla flessibilità economica chiesta a gran voce da tutti i paesi del sud, Italia in testa.


Per i socialisti, secondo Pittella, la coalizione non è mai esistita ma c’è stata una cooperazione legislativa nata dalla necessità di far funzionare l’europarlamento. Un accordo, sempre secondo Pittella, avrebbe creato una obbligazione ad accordarsi su ogni singola proposta di legge, cosa che non è accaduta dato che molte volte il PPE ha votato in modo differente.
Pittella ha dichiarato che è aperto a collaborare con qualsiasi gruppo, tranne quelli di estrema destra, al fine di creare una coalizione a sostegno della sua candidatura.
Candidatura che ha come obiettivo base lo sviluppo di una politica economica più espansiva.


Senza ombra di dubbio l’empasse che si è creato creerà più di un grattacapo a Junker e alla commissione. Lo stesso, discusso, presidente della Commissione ha più volte tentato di convincere Schultz a rimanere in carica per un terzo e mai visto turno a discapito di un presidente del suo stesso partito, il PPE.

TODAY

27 Jul

Thursday

Le Rubriche

Photo Gallery