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Perché la Taubira, ministro della Giustizia francese se n’è andata

Christiane Taubira, ministro della Giustizia, si è dimessa a causa della legge Hollande che toglie la doppia cittadinanza ai terroristi

Questa settimana Christiane Taubira, il ministro della giustizia francese si è dimessa. Le sue dimissioni sono maturate come protesta contro una strana legge che Francois Hollande vuole fortemente introdurre: togliere la doppia cittadinanza ai cittadini francesi che ne hanno una e si sono macchiati di un atto di terrorismo.


Christiane Taubira è una delle rappresentanti più autorevoli della sinistra del partito di Hollande, i socialisti, che è sempre più a disagio con la svolta verso destra che il governo Hollande ha preso dopo gli attacchi di Parigi. La Taubira ha twittato dopo che le sue dimissioni sono state annunciate da Hollande che “A volte resistere significa restare, altre significa andarsene”. La ex ministro ha aggiunto che lei ha voluto rimanere fedele a sé stessa, difendere l’etica e la legge.


Il disegno di legge che ha mandato su tutte le furia la pasionaria socialista è strano. Hollande vorrebbe avere il potere di togliere, a chi è in possesso di una doppia nazionalità, la nazionalità francese nel caso questi si siano macchiati di atti di terrorismo. Con le leggi attuali è possibile per Hollande togliere la nazionalità a un cittadino che l’ha acquisita nei 15 anni precedenti e che si è macchiato di atti di terrorismo. La nuova legge si propone di togliere la cittadinanza anche a chi è nato in Francia.


Peccato che rimuovere la cittadinanza a chiunque si macchi di terrorismo creerebbe dei problemi legali molto seri. Tanto seri che c’è un accordo internazionale del 1961 che proibisce agli stati di togliere la cittadinanza ai propri cittadini e quindi di creare apolidi, che la Francia ha firmato ma non ha mai ratificato.


I critici alla sinistra di Hollande sostengono che restringendo questa legge a chi possiede una doppia nazionalità produrrebbe una disparità di trattamento nei confronti di una categoria ben precisa di cittadini. I cittadini con una doppia cittadinanza, nella gran parte dei casi immigrati di seconda generazione, non avrebbero gli stessi diritti degli altri cittadini. Questi stessi critici sostengono che dato che la Francia non ha mai ratificato la convenzione internazionale del ’61 chiunque si macchi di atti di terrorismo possa vedere la propria cittadinanza cancellata. Hollande, però, non vuole creare apolidi. Il presidente francese, inoltre, ha irritato i suoi compagni di sinistra cedendo alle pressioni della destra e proponendo che la cittadinanza venga tolta anche a chi incita al terrorismo.


Quello che sembra strano è che Hollande spinga tanto questa legge. Una legge di questo tipo avrà un impatto minimo nella lotta al terrorismo. Se prendiamo ad esempio l’attacco di Parigi solo uno dei terroristi sarebbe stato toccato dalla legge: due avevano cittadinanze extra UE e molti erano cittadini del Belgio. Solamente un paio, in totale, avevano doppia cittadinanza.


Il motivo per cui Hollande vuole spingere questa legge potrebbe essere che faccia parte della dura risposta data agli attacchi, insieme allo stato di emergenza prolungato, gli attacchi dell’aviazione francese in Siria oppure qualcosa di molto più cinico come ad esempio un calcolo elettorale.
Hollande è ai minimi storici di gradimento, un recente sondaggio ha rivelato che solo un 25% dei francesi ha una “buona opinione” del presidente e le elezioni arriveranno a brevissimo, nel 2017. Il Partito socialista è sempre più in basso nei sondaggi e la lotta per la presidenza sembra relegata ad una lotta tra destra ed l’estrema destra della Le Pen. Hollande sta cercando di spostarsi al centro per questo motivo, vuole guadagnare voti destinati a destra.
I francesi però, probabilmente, sono più interessati alla disoccupazione che continua a salire piuttosto che ad una oscura legge che interessa più che altro gli immigrati di seconda generazione che, sentendosi discriminati, probabilmente non voteranno socialista.

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