Perché Palmira è tanto importante per tutti

ISIS ha conquistato Palmira e il mondo si è preoccupato, perché questa antica città è tanto importante?

ISIS ha catturato Palmira e subito dalla città sono iniziati ad arrivare racconti del terrore, la televisione di stato siriana ha parlato di 400 morti in quattro giorni. Tutte le vittime sarebbero state giustiziate sommariamente. Tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini morti a causa di un presunto collaborazionismo con il regime di Assad. La maggior parte dei morti sarebbero impiegati statali. I corpi sarebbero stati lasciati a marcire mutilati per strada. Questi 400 morti si aggiungono agli almeno 300 soldati morti nella battaglia per la conquista della città sorta vicino alle rovine di Palmira.


I militanti dell’ISIS si sono precipitati all’interno del museo archeologico della città siriana appena entrati in città ma non hanno sottratto nulla, a quanto sembra. L’archeologo capo del dipartimento delle antichità di Damasco, Maamoun Abdulkarim, ha dichiarato che i militanti dell’ISIS hanno solo rotto delle repliche in gesso e hanno messo delle guardie all’ingresso.
Il museo era stato svuotato ha continuato Abdulkarim, i reperti più importanti sono stati mandati a Damasco. Sempre secondo l’archeologo capo i militanti ISIS non sono entrati all’interno dell’area archeologica a cielo aperto.


Perché Palmira è così importante? Palmira è un sito protetto dall’UNESCO, il quale a partire dal 2013 ha alzato il livello d’attenzione nei confronti della città siriana. Per l’UNESCO ancora prima dell’arrivo dell’ISIS le rovine della città erano a rischio a causa della situazione di caos che si è venuta a creare per la guerra civile.
Tutti hanno ancora impresse le immagini delle distruzioni compiute dai militanti dello Stato Islamico nel museo di Mosul per cui quando la notizia della conquista della città siriana da parte del califfato è arrivata, inesorabile, un brivido freddo è corso lungo la schiena di tutti gli amanti dell’arte e della cultura.


Palmira sorge all’interno di un oasi a 240 Km da Damasco. Nell’antichità doveva la sua importanza alla sua posizione, era un passaggio obbligato di molti carovanieri che viaggiavano verso Oriente e per i mercanti che arrivavano da Oriente in direzione di Roma. La città che originariamente si chiamava Tadmor (palma in aramaico, così come Palmyra significa palma in greco) è stata citata per la prima volta in alcune tavolette assire nel diciannovesimo secolo a.C. quindi sono quasi 4.000 anni che esiste come città. I romani la annetterono nel 19 d.C. e la città acquisì subito una grande importanza all’interno dell’impero grazie alla sua posizione commerciale strategica e sotto Tiberio costruì l’imponente tempio di Baal. Palmira divenne città libera e nel 268 Zenobia fondò il Regno di Palmira che conquistò gran parte del Medio Oriente e durò fino al 272 quando Aureliano riconquistò la città. Palmira rimase famosa e importante fino alla conquista araba nel 634 da parte di Khalid ibn al-Walid.


Nel 1751 le rovine furono visitate da una comitiva occidentale tra cui il disegnatore italiano Giovanni Battista Borra e il libro da loro pubblicato “Le Ruines de Palmyra, autrement dite Tadmor au dèsert” e Palmira divenne famosa in tutto il mondo, di nuovo.
L’estensione delle rovine la rende uno dei siti archeologici più importanti al mondo, assimilabile a Efeso per estensione e preservazione delle rovine. Il santuario di Baal, la via colonnata e il santuario di Nabu sono immagini molto famose in tutto il mondo.


Palmira ha una importanza anche puramente strategica dal punto di vista viario è collegato con molte grandi città sia in Siria che in Iraq oltre ad essere vicina a un aeroporto. La conquista della città. inoltre, pone delle domande sulla riuscita della strategia occidentale, in quanto Palmira è la prima città conquistata da ISIS mentre era direttamente difesa dall’esercito siriano quindi, nonostante l’opposizione dell’esercito di Assad, quella della coalizione occidentale ISIS continua ad avanzare.

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