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Perché Putin ama Trump e odia Hillary Clinton

Putin ha preso una posizione chiara riguardo le presidenziali americane, supporta Trump e farebbe di tutto per far perdere Hillary Clinton

Nel 2011 la gente è scesa in strada per protestare contro le elezioni in Russia e Vladimir Putin pensa di sapere di chi è la colpa: l’allora segretario di Stato Hillary Clinton.
Non le hai mai perdonato quei (pochi) giorni di disordini.


I dimostranti accusavano Putin di aver truccato le elezioni e secondo Putin il vero pretesto per scendere in strada era stato dato dalle dichiarazioni della Clinton secondo cui le elezioni erano state disoneste e poco trasparenti. Secondo Putin quella fu una imperdonabile intromissioni del dipartimento di Stato USA nella politica interna russa.
Non sembrerebbe strano a nessuno, per cui se ci fossero davvero dietro i russi al caso del leak di email del Partito Democratico apparse propria all’apertura del Congresso nazionale che ha ufficializzato la candidatura della Clinton alle presidenziali americane.


La differenza di trattamento tra la Clinton e Trump è poi palese. Putin è Trump si sono scambiati parole di apprezzamento mai viste tra un presidente russo e un potenziale presidente americano. Gli interessi dei due coincidono.
Trump ha sempre desiderato allargare le proprie attività in Russia e non ha mai avuto i contatti giusti.Tutte le più grandi catene di alberghi al mondo hanno aperto in Russia ma Trump non ci è mai riuscito, nonostante gli innumerevoli tentativi.
Putin invece è assai interessato all’idea di Trump di un novello isolazionismo americano, un abbandono della NATO e una politica protezionista. Tutte queste idee si confanno all’idea di Putin di contrastare il dominio incontrastato degli USA nella politica internazionale e di ricreare il duopolio del periodo della guerra fredda, con relative zone di influenza.


Putin l’aveva presa sul personale nei confronti della Clinton. Obama aveva attuato una politica di distensione nei confronti della Russia ma la Clinton era uno dei falchi all’interno della squadra di governo oltre ad essere stata una delle sostenitrici più appassionate della politica dei cambi di regime, una politica che, comprensibilmente, a Putin non è mai piaciuta.


Non sono emerse prove che colleghino direttamente l’hack alla DNC (Democratic National Convention) anche se secondo l’informata opinione di Edward Snowden la NSA è in possesso della tecnologia per rintracciare questo tipo di attacchi ( il programma xkeyscore ndr) ma il tempismo e il tipo di attacco puntano decisamente verso un coinvolgimento russo.
Comunque sia il team della Clinton sta cavalcando apertamente questa ipotesi e addirittura il network repubblicano per eccellenza ha bollato l’hack come probabilmente russo e preoccupante nell’ottica di intromissione nella politica interna americana.


La Clinton ha intenzione di sfruttare questa amicizia a suo favore nella Rust Belt, quella fascia di stati ad alta industrializzazione che va dalla Pennsylvania al Wisconsin passando dall’Ohio dove i democratici sono in flessione da qualche anno ma dove c’è una forte immigrazione dalle repubbliche ex-sovietiche, luoghi dove Putin è visto come il diavolo sceso in terra.


Un sensazione che la Clinton ha avuto quando in uno dei primi incontri tra l’allora segretario di Stato e Putin il presidente la portò nella sua lussuosa casa fuori Mosca e sapendo che lei era una amante degli animaii tenne la riunione in programma in una enorme stanza piena di animali impagliati, una mossa da cattivo dei film di Bond.
Questo fu il primo di moltissimi dispetti e dispettucci tra i due.
Quando il nuovo ambasciatore a Mosca lamentò di essere trattato in modo poco consono alle consuetudini diplomatiche (pedinamenti ecc) la Clinton fece una infuocata telefonata di sostegno al diplomatico appositamente su di una linea non protetta con l’intenzione di essere intercettata.


Secondo alcuni insider della politica russa Putin pensa che la Clinton vincerà, sarebbe troppo bello per essere vero vincesse Trump, e questi atteggiamenti sono minacce velate: ricordati che avrai a che fare con noi e con noi non si scherza. L’ennesimo dispetto tra due nemici di vecchia data.

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