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Putin bombarda i ribelli anti Assad e non l’ISIS

Senza sorprendere molti i primi bombardamenti russi in Siria colpiscono i ribelli anti Assad e non l’ISIS come promesso

La Russia ha iniziato a bombardare in Siria e questo ha creato diversi problemi agli USA. Per cominciare la presenza di aerei russi così vicini agli aerei della coalizione crea dei problemi di sicurezza, senza una coordinazione i caccia che affollano i cieli siriani rischiano di provocare incidenti imbarazzanti. Nonostante non ci sia coordinazione tra le due forze i generali russi hanno chiesto che gli americani si tenessero fuori dallo spazio aereo siriano durante i loro attacchi ma gli americani hanno mandato la richiesta al mittente.


I russi che condividono intelligence con siriani, iracheni e iraniani sono diventati l’attore principale dello scenario bellico siriano e gli USA, volenti o nolenti, dovranno discutere con loro e scendere a patti con la loro volontà di tenere l’amico di lunga data Assad al potere.
La coalizione americana comprende 62 stati a cui si è aggiunta recentemente la Francia ma la vera potenza ora è nelle mani della coalizione russa.


Le differenze tra russi e americani però non si fermano qui. Putin ha una idea diversa su come sconfiggere i militanti dello Stato Islamico. Putin alle Nazioni Unite ha ribadito che gli sforzi occidentali stanno fallendo e che per sconfiggere l’ISIS sarà necessario accordarsi con Assad e non cercare di scalzarlo dalla sua posizione come stanno cercando di fare gli USA. Oltre ad Assad Mosca pensa sia necessario allearsi con Tehran, altro passo che Washington non è pronta a fare.


Come se non bastasse Putin ha diretto i primi attacchi in territorio siriano su obiettivi non appartenenti a Daesh ma contro l’esercito ribelle. Per di più il gruppo in questione è stato con ogni probabilità addestrato dalla CIA e fa parte della coalizione supportata dagli americani che combatte contro Assad.
Gli USA hanno iniziato a sostenere che l’aiuto russo ai siriani non farà altro che buttare benzina sul fuoco e rendere la situazione siriana ancora più instabile. La posizione americana è stata resa “ufficiale” dai segretario alla Difesa Ashton Carter il quale ha dichiarato: che i bombardamenti russi sono avvenuti “in aree dove probabilmente non c’erano forze dell’ISIS” e che “c’è una contraddizione logica” nella posizione di Putin per cui combattere contro forze che si oppongono a ISIS e Assad aiuti a sconfiggere lo Stato Islamico. Carter ha continuato sostenendo che non ci sarà sconfitta dell’ISIS senza un cambio politico in Siria.


Se la situazione è quella descritta dall’ambasciatore francese negli Stati Uniti, Gérard Araud, cioè che la Russia “sta bombardando i ribelli che combattono Assad, non l’ISIS. La Russia ha usato l’ISIS come pretesto per aiutare un Assad indebolito” allora la situazione diventerà ancora più calda e i rifugiati politici in Europa non potranno che aumentare.

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