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Putin sta facendo campagna a favore della Brexit?

Putin ha preso una posizione non ufficiale a favore della Brexit, perché?

Ci sono solo tre politici importanti che, a quanto pare, pensano che una Brexit sarebbe una buona cosa: Donald Trump; Marine Le Pen e Vladimir Putin.


Trump non ha mai nascosto il suo supporto per una Brexit e ha dichiarato che sarà nel Regno Unito il giorno in cui saranno comunicati i risultati del referendum. La Le Pen ha fatto una vera e propria campagna a favore dell’uscita del Regno Unito dall’UE nonostante la fazione a favore della Brexit inglese gli abbia detto pubblicamente di smettere.
La Russia, invece, nega ogni coinvolgimento nella campagna pro-uscita e sostiene che il presidente Putin sia totalmente neutro riguardo la questione. A riprova di ciò non esiste nessuna sua dichiarazione pubblica sul referendum.


Questo significa che Putin è molto più furbo rispetto a Trump o alla Le Pen e sa che gli elettori britannici non hanno nessuna intenzione di farsi dire da un autoritario capo di stato estero quello che devono fare nelle urne così come da un uomo d’affari di New York o da una leader d’estrema destra dello stato che più “odiano”.


Un’altra differenza tra Putin e gli altri due è che il russo ha un vero potere ed è al comando di uno stato con una delle più efficaci agenzie di intelligence al mondo. Una agenzia che è in grado di organizzare campagne di propaganda come poche altre al mondo.


Una uscita del Regno Unito dall’UE sarebbe un colpo in grado di far vacillare l’Unione che si sta ingrandendo e sta prendendo sempre più potere a discapito del vicino russo.
Quando il referendum fu indetto la maggioranza delle persone si era dichiarata a favore della permanenza ma i sondaggi più recenti mostrano che le due fazioni sono vicinissime e il Cremlino non vuole farsi sfuggire l’occasione.


Le relazioni tra i due paesi sono già ai minimi storici da quando sono stati resi pubblici i risultati dell’inchiesta ufficiale sulla morte dell’esule russo Alexander Litvinenko, assassinato con Polonio uscito da laboratori russi.
David Cameron, per migliorare la situazione, ha accusa pubblicamente, insieme al ministro degli Esteri, Putin di fare campagna a favore della Brexit.


I diplomatici russi hanno negato veementemente ma un gruppo di parlamentari inglesi che sono stati poco fa in visita ufficiale in Russia sostengono di aver avuto delle forti prese di posizione a favore della Brexit da parte degli ufficiali russi con cui sono stati in contatto. Come è logico, d’altronde, Putin preferisce avere a che fare con un singolo stato piuttosto che con un gruppo di stati che insieme sono economicamente in una posizione predominante.


I leader della campagna pro-Brexit hanno sempre negato ogni appoggio da parte di Putin e se è vero che non c’è mai stata nessuna dichiarazione ufficiale Russia Today, il canale televisivo statale in lingua inglese e Sputnik, l’equivalente online hanno una posizione difficilmente confutabile.
Nei media ufficiali russi hanno spazio praticamente solo le voci pro-Brexit, anche le più improbabili.
Gli editoriali sono addirittura più fantasiosi, in uno si parla dell’UE come una creazione della CIA in funzione anti-russa e in altri di come l’UE faccia il lavaggio del cervello ai poveri inglesi. Uno degli ospiti fissi di RT è il leader del partito inglese di estrema destra UKIP.


Il supporto russo però non si limita alla propaganda. Voice of Russia una radio di Sputnik ha cominciato a finanziare, negli scorsi anni, partiti di estrema destra anti-europei. La radio ha dato 470 mila euro a un web-tv fondata da un membro del Front National in Francia, in Italia finanzia l’associazione della Lega Nord Associazione Culturale Lombardia Russia.
Il Front National ha ricevuto recentemente un prestito da 10 milioni di dollari dalla First Czech Russian Bank, una banca molto vicina al Cremlino.
Insomma, Putin è totalmente indifferente alla Brexit.

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