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Putin sta per far rinascere il KGB

Il KGB smantellato da Yeltsin sta per rinascere grazie al suo più famoso ex agente, Vladimir Putin

Appena dopo essere stato eletto primo ministro nel 1999 Putin fece una battuta in un convegno dell’intelligence russa spiegando che un gruppo di spie sotto copertura in missione per infiltrare il governo stava portando a termine il compito con un successo. Con il senno di poi abbiamo capito che non stava scherzando. Con l’avvento di Putin, negli anni, tutte le posizioni di importanza all’interno del governo russo o delle controllate statali è stato preso da ex agenti del KGB.


Ora che la missione è stata definitivamente portata a termine pare che Putin sia pronto a rendere pubblico il trionfo facendo rinascere il KGB. Secondo il giornale russo Kommersant è in dirittura d’arrivo una profonda riforma dell’intelligence russa in cui l’FSB, la principale agenzia di intelligence russa, si unirà con l’agenzia responsabile per l’intelligence estera in una nuova entità chiamata Ministero della sicurezza statale. Sia il governo che l’FSB hanno negato ma le voci sono insistenti.


La nuova agenzia prenderà il nome che aveva sotto Stalin tra il ’43 e il ’53 e sarà grande quanto il KGB con circa 250.000 persone alle sue dipendenze e sarà la dimostrazione visibile del potere del suo leader incontrastato Vladimir Putin. Lo stesso Putin che ha ricordato come “non esista un ex agente del KGB” e che non ha sempre avuto un rapporto facile con l’FSB.


Da un certo punto di vista Putin ha permesso all’FSB di assorbire molte parti del vecchio KGB smantellato e diviso da Boris Yeltsin nel tentativo di contenerne il potere.
Sotto Putin l’FSB ha ripreso controllo dei confini russi, delle truppe di confine e della branca responsabile dello spionaggio elettronico.
Nonostante questo Putin non è mai riuscito a controllare personalmente l’agenzia come fa con quasi qualsiasi altra organizzazione statale.
Nle 2007, ad esempio, Putin ha messo il suo amico Viktor Cherkesov a capo della agenzia anti-droga federale con il compito di seguire da vicini i loschi affari della leadership dell’FSB ma non ottenne nulla di incriminante. Successivamente Putin creò una agenzia ad hoc per investigare sugli omicidi più famosi come quelli di Anna Politkovskaya e Boris Nemtsov, compito che sarebbe spettato all’FSB.


Ora sembra che Putin abbia cambiato tattica: dopo la creazione della Guardia Nazionale, creata a luglio e che ha unito le truppe di sicurezza interna sotto il controllo diretto del Cremlino, la creazione del Ministero della sicurezza dello stato anche qui unirà i poteri di più agenzie in una super organizzazione sotto il controllo diretto di Putin.
Il presidente russo ora ha il controllo totale dello stato, come in un totalitarismo. Sensazione confermata dalle purghe di questa estate in cui sono cadute le teste del capo dei servizi federali dei narcotici, dei servizi di protezione federali, quello delle migrazioni, le ferrovie e così via.
I vecchi capi di queste organizzazioni avevano molta anzianità e molto potere, troppo per Putin, e sono stati tutti sostituiti da giovani e inesperti burocrati che possono garantire una lealtà assoluta.


Questo spinta accentratrice, secondo alcuni analisti, è stata pensata pronosticando l’eventuale uso del pugno di ferro che si renderà necessario nei prossimi mesi a causa delle difficoltà economiche causate dal basso prezzo del petrolio.


Il KGB non era un servizio segreto di stampo occidentale, le sue aree di interesse non erano definite. Il KGB proteggeva gli interessi del capo del Cremlino in qualsiasi campo, sia all’interno che all’estero. Supervisionava i media, lo sport, la chiesa tanto quanto si occupava di spionaggio e contro-spionaggio. Un vero e proprio strumento di perpetuazione del potere, uno strumento che a un leader totalitario fà molto comodo.
Per gli amanti della storia queste mosse assomigliano molto all’approccio al potere che ha avuto l’unico altro presidente russo che arrivava dal KGB Jurij Andropov.

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