Qual è la storia di Malala Yousafzai

Malala Yousafzai è uno dei temi della maturità di quest’anno ma chi è davvero questa ragazza pakistana?

Oggi sono uscite le tracce per i temi di italiano della maturità e uno di queste chiede agli studenti di scrivere di Malala Yousafzai, la giovanissima Premio Nobel pakistana ma chi è cosa è successo alla ragazza del 1997?


Malala è originaria del distretto di Swat, nel nord-ovest del Pakistan. La sua famiglia gestisce una serie di scuole nella regione. Nel 2009, quando aveva 11/12 anni teneva un blog per la BBC che documentava la sua vita dopo l’occupazione dei talebani della sua valle e promuoveva l’educazione delle donne. Il blog divenne famoso e un giornalista del New York Times girò un documentario sulla sua vita nel momento in cui i militari pakistani intervennero nella regione. Fu la consacrazione, Malala iniziò a dare interviste sulla carta stampata e in televisione e fu nominata per l’International Children’s Peace Prize da Desmond Tutu, l’arcivescovo sudafricano anti-apartheid.


Il 9 ottobre del 2012 Malala salì sullo scuolabus e con lei salì un uomo che chiese chi era Malala Yousufzai, alla sua risposta l’uomo le punto contro una pistola e le sparò tre colpi. Uno di questi colpì la fronte di Malala. La ragazza fu portata all’ospedale di Peshawar e poi a Birmingham, in Inghilterra. Un gruppo di religiosi pakistani lanciò una fatwa contro quelli che tentarono di ucciderla ma i talebani reiterarono l’intenzione di ucciderla e minacciarono anche suo padre, Ziauddin Yousafzai.


Il tentativo di omicidio provocò una sollevata di scudi internazionale e su Malala iniziarono a piovere premi e riconoscimenti come il Premio Sakharov e, nel 2014, le fu consegnato il Premio Nobel per la pace rendendola a diciassette anni la più giovane di sempre a ricevere un Nobel.
Nel 2013 le Nazioni Unite le dedicarono una giornata e il suo discorso riscosse un incredibile successo.


Non tutti però hanno apprezzato l’attivismo di Malala, oltre ai talebani anche molti commentatori pakistani hanno criticato le sue dichiarazioni, secondo alcuni la sua fama mette in mostra i peggiori aspetti del Pakistan come il crescente radicalismo religioso, prova a imporre una sensibilità occidentale e aiuta l’occidente a dimenticare altre vittime innocenti come quelle colpiti da droni americani. Alcune scuole pakistane hanno, poi, indetto il I am not Malala day dopo un passaggio su Salman Rushdie contenuto nel suo libro.

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