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Quindi il tentato omicidio di Papa Giovanni Paolo II è stata opera del KGB?

Dopo 34 anni il tentato omicidio di Giovanni Paolo II per mano di Ali Agca resta ancora un mistero anche se c’è chi giura che il KGB sia stato il mandante

Il 13 maggio del 1981 Papa Giovanni Paolo II stava facendo il suo solito bagno di folla durante la sua udienza generale in piazza San Pietro. Il Papa polacco, come suo solito, stava facendo un tour della piazza sulla sua Fiat Nuova Campagnola, la Papamobile, stringendo mani e benedicendo la folla quando dalla serie infinita di mani protese ne è spuntata una con una pistola. Due colpi furono sparati e colpirono il Papa all’addome e al braccio e alla mano sinistra. I colpi oltrepassarono il Papa e finirono il loro corso contro due turiste americane.


Ali Agca, il tentato omicida, fu subito fermato mentre tentava di scappare e nel frattempo il Papa si era accasciato tra le braccia dei suoi collaboratori con la talare bianca macchiata di rosso. Giovanni Paolo II fu portato d’urgenza al Policlinico Gemelli e gli fu data l’estrema unzione. Si dice che il Papa prima di andare sotto anestesia disse: “Come hanno potuto fare questo?”


Il Papa si riprese e incontrò Ali Agca poco dopo, in prigione, e lo perdonò. Agca, nel frattempo, aveva iniziato a dare spettacolo.
Appena fu preso in custodia iniziò a ripetere che a lui non importava della vita e gli fu trovata addosso una lettera in cui diceva: “Io, Agca, ho ucciso il Papa in modo che il mondo sappia delle migliaia delle vittime dell’imperialismo”.


Dopo 34 anni ancora non si sa perché Ali Agca abbia tentato di assassinare il Papa polacco.
Ali Agca è nato nel 1958 nel bel mezzo dell’Anatolia. Ebbe una gioventù da criminale da strapazzo fino a quando non entrò a fare parte dei Lupi grigi. I Lupi grigi sono un movimento nazionalista turco che mira a unire tutte le popolazioni di cultura turca, dalla Cina fino ai Balcani, e che è stata collegato con Gladio, la stay behind italiana gestita dalla CIA e dalla NATO. Secondo la BBC Agca era stato, per conto dei Lupi grigi in Siria, dove aveva ricevuto un addestramento da terrorista.


Ali Agca era stato già arrestato, per omicidio, in Turchia per l’assassinio di Abdi Ipekci, un famoso editore anti-Lupi grigi. Agca però riuscì a scappare dalla prigione mettendosi addosso una divisa e uscendo semplicemente dalla porta principale. Dopo l’evasione Ali Agca mandò una minaccia scritta al Papa in una lettera al giornale turco Milliyet in cui diceva che il Papa era un agente dell’imperialismo americano e russo.


Dopo l’omicidio e la lettera Agca riuscì a girare indisturbato per il Mediterraneo e i Balcani fino a quando arrivò a Roma. Dopo il suo arrestò Agca continuò a contraddirsi. Prima disse di aver agito da solo, poi di essere il messia o Gesù reincarnato, poi che i palestinesi erano i mandanti poi che lo erano i servizi segreti bulgari per conto del KGB. L’ex lupo grigio arrivò a dire di aver pensato di ammazzare il re d’Inghilterra ma che quando scoprì che in Inghilterra c’era una regina cambiò obiettivo perché era una donna e lui non ammazza le donne. Questi continui cambi di opinione fecero pensare che il turco stesse tentando di depistare le indagini e alimentarono le dietrologie.


I sovietici, ad esempio, avevano una antipatia dichiarata per il Papa polacco. Wojtyla era notoriamente anti comunista e un supporter di Solidarnosc, il sindacato polacco guidato da Lech Walesa che combatteva contro il regime comunista in Polonia. La visita del 1979 in Polonia fu vista come una sfida all’URSS e mostrò che la Polonia, nonostante tutto, era rimasta una nazione cattolica. Un tentativo di omicidio da parte dei sovietici non era impensabile.


Nel 2006 una commissione parlamentare indipendente ha concluso che al di là di ogni ragionevole dubbio dietro il tentativo di omicidio di Giovanni Paolo II c’era l’Unione Sovietica. Il presidente della commissione, Paolo Guzzanti, dichiarò di avere le foto di uno dei bulgari indagati e poi assolti in piazza San Pietro durante il tentato omicidio. La commissione arrivò a queste conclusioni durante le indagini sul dossier Mitrokhin, l’archivista del KGB che disertò e portò con se un famoso dossier.


Ali Agca fu visitato in prigione da Giovanni Paolo II e fu graziato su richiesta del Papa stesso nel 2010, Nel 2014 venne in Italia a visitare la tomba di Giovanni Paolo II, depose dei fiori e fu arrestato e espulso per essere entrato illegalmente nel paese. Anche in quell’occasione Agca si distinse: chiese di poter vedere l’attuale Papa, Francesco. La richiesta fu negata.

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