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Quindi Trump ha portato il populismo anche negli USA?

Trump sta riuscendo a rivoluzionare il Grand Old Party trasformandolo nel primo grande partito populista americano

A partire dallo scorso confronto televisivo tra i rimanenti candidati le primarie repubblicane si sono trasformate in uno scontro senza quartiere.
Marco Rubio, ad esempio, che si è sempre mostrato come il candidato giovane e positivo ha attaccato con ferocia Donald Trump, il candidato in testa, accusandolo di essere un truffatore e un fallito. Rubio si è pure lasciato andare ad un commento velato riguardo le dimensioni del pene del frontrunner repubblicano. Trump ha sempre attaccato chiunque e pure Cruz non si è mai risparmiato nelle offese nei confronti degli altri candidati.


Questo spostamento nella strategia di Rubio è indicativa di come Trump abbia dato la scossa al paludato Grand Old Party.
Negli scorsi quarant’anni il GOP è stato una alleanza fragile tra conservatori sociali, conservatori per il libero mercato e gruppi di interesse delle grandi aziende che spadroneggiavano nell’area economica. Trump sta attirando una base di lavoratori e media borghesia che prima erano alienati e ora cercano un partito populista, nativista, protezionista, per il libero mercato, per l’interventismo militare e isolazionista quando si tratta di immigrazione.


Se Trump dovesse riuscire a portare queste persone alle urne riuscirebbe a trasformare il partito come solo Ronald Regan è riuscito a fare in questi ultimi anni.
Se Trump riuscisse a conquistare la nomination con ogni probabilità non finirebbe alla Casa Bianca. Trump ha fatto troppi commenti razzisti, xenofobi ed economicamente naive per non aver spaventato a morte gli elettori di centrodestra che probabilmente preferirebbero votare una candidata di centrosinistra come Hillary Clinton (a nessuno viene in mente la situazione italiana?).
Nonostante questo, dopo le elezioni, il partito Repubblicano si troverebbe a fare i conti con la realtà: i suoi candidati sconfitti con ignominia e una base elettorale molto diversa da quella che la struttura del partito rappresenta.


Per trasformare un partito politico serve un messaggio chiaro, una grande base elettorale e alleati nella struttura del partito; ora Trump ha tutto questo. Il suo insistere sul fatto che Washington sia marcia e che possa essere aggiustata solo da qualcuno al di fuori dagli attuali schemi è comprensibile per i decani del partito, così come le sparata demagogiche sui pericoli degli immigrati e dei musulmani. Quello che lascia i politici repubblicani di stucco è che la loro base elettorale stia supportando le idee economiche di Trump, fine del commercio libero, potenziamento della previdenza e assistenza sanitaria almeno basilare.


Trump sembra stia riuscendo addirittura a far dimenticare i suoi valori “newyorkesi” cioè divorzio e aborto.
Dopo aver vinto in New Hampshire, Nevada e South Carolina ora Trump è in vantaggio in almeno otto degli undici stati del Super martedì delle primarie: Alaska; Alabama; Colorado; Georgia; Massachusetts; Oklahoma; Tennessee; Vermont e Virginia ma anche altri due stati sembrano “conquistabili” Arkansas e Minnesota. Solo il Texas sembra fuori questione dato che è saldamente nelle mani del suo ex governatore Cruz.
Ironicamente un buon risultato di Cruz in Texas potrebbe essere un bene per Trump in quanto l’ex governatore vincesse nel suo stato potrebbe decidere di rimanere in corsa rendendo difficile una coalizione anti-Trump da parte di tutti gli altri esponenti.


Se Trump dovesse fare bene come da previsioni inizierebbe a diventare difficile per un altro candidato (Rubio) andarlo a prendere dato che in quasi tutti gli stati successivi Trump è in testa nei sondaggi. Un vantaggio di questo tipo potrebbe cambiare le intenzioni di voto negli stati più ricchi di delegati come la Florida, la California o l’Illinois.
La CNN ha appena diffuso un sondaggio che mostra come il 49% dei repubblicani voterebbe per lui, al secondo posto c’è Rubio con il 16% e al terzo Cruz con il 15%.


Con numeri come questi è facile capire come molti senatori e ufficiali repubblicani stiano saltando sul treno Trump in corsa. Dopo che Chris Christie, uno dei rappresentanti più centristi del partito, ha dichiarato di appoggiare Trump arriveranno molti altri endorsment dal centro così come dall’estrema destra del partito dopo l’appoggio di Jeff Sessions, uno dei leader ultra conservatori. Trump, o come ha rivelato John Oliver in un divertentissimo sketch, Drumpf sta riunendo il partito sotto un nuovo tetto.

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