iraniannucleardeal

Raggiunto l’accordo sul nucleare iraniano

Sei nazioni, guidate dagli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di portata storica sul nucleare iraniano

Le sei nazioni occupate nei colloqui sul nucleare iraniano hanno finalmente raggiunto uno storico accordo.
L’accordo arriva dopo 20 mesi di negoziazione ed è stato fortemente voluto da Obama che punta a far diventare questo accordo il lascito dal punto di vista diplomatico della sua amministrazione insieme al disgelo con Cuba.


L’annuncio dell’accordo da parte del presidente statunitense è stato mandato in diretta anche dalla tv di stato iraniana ma l’accordo, così come il disgelo con Cuba, sarà molto difficile da far passare al congresso. Tra i repubblicani c’è già stata una levata di scudi. Obama con gli oppositori ha usato il bastone e la carota e ha prima detto che l’accordo non è costruito sulla fiducia ma sulla verifica ma poi ha chiarito che avrebbe messo il veto presidenziale su ogni legislazione potenzialmente in grado di nuocere all’accordo.


Il critico più grande di questo accordo, però, non è stato un esponente repubblicano ma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha chiamato l’accordo “uno storico sbaglio” che creera una nuova superpotenza terroristica nucleare.


Una prima scorsa dell’accordo mostra come gli Stati Uniti abbiano esteso le restrizioni sul nucleare iraniano rispetto alle prime bozze. Le aperture sono state sulla possibilità di produrre combustibile nucleare a partire da 15 anni dopo l’accordo e sulla possibilità di iniziare ricerche avanzate sulle centrifughe nucleari 8 anni dopo l’accordo. Altra cosa che farà discutere è stato il sollevamento dell’embargo sulle armi convenzionali e sui missili balistici.


Il cuore dell’accordo è stato la riduzione del 98% del combustibile nucleare il quale verrà probabilmente trasferito in Russia. Questo e la riduzione a 2/3 del numero di centrifughe. In questo modo nel caso gli iraniani decidessero di abbandonare l’accordo e cercassero di costruire una bomba dovrebbero aspettare un anno prima di avere il combustibile atomico necessario per una singola bomba, ora come ora gli iraniani potrebbero fare una bomba in due/tre mesi.


Obama, nel suo discorso, ha sottolineato l’alternativa alla mancanza di un accordo: una corsa alle armi nucleari senza regolazioni in tutto il Medio Oriente e una altissima possibilità di guerra nell’area.
L’accordo è stato accolto con gioia e incredulità in Iran dove tutti sperano che la fine dell’embargo faccia spiccare il volo ad una economia in difficoltà come quella persiana.


Ora Obama dovrà far passare l’accordo al congresso, e non sarà facile, e ricucire i rapporti con gli alleati mediorientali che hanno avversato l’accordo dagli inizi. Israele e Arabia Saudita, quelli che una volta erano i principali alleati degli USA nell’area ora sono decisamente contrariati, per usare un eufemismo, e non sarà semplici “riportarli nel mazzo”.

TODAY

22 Jul

Saturday

Le Rubriche

Photo Gallery