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Renzi negli Stati Uniti: firmato un accordo per 150 milioni con Ibm

«La bellezza salverà il mondo – afferma Matteo Renzi prendendo in prestito una frase celebre di Dostoevskij – Bellezza che si incarna nella cultura dell’Art Institute, nella scienza del Fermi Lab visitato in mattinata, e nella musica». Così il premier descrive la giornata di ieri a Chicago, dove si trovava per l’incontro Italia-Usa sul manifatturiero. Le aziende italiane ripartono dagli Stati Uniti, che non hanno smesso di essere la terra promessa di imprenditori e sognatori.


All’incontro presso la Booth School dell’Università di Chicago si è presentato Sergio Marchionne, che ha confermato la propria piena fiducia al Presidente del Consiglio. «Se me lo chiedete, in Italia voterei per Renzi» ha detto ai giornalisti, apprezzandone soprattutto la capacità di portare stabilità in un Paese che ha visto susseguirsi più di 60 governi in 70 anni. Il manager ha spiegato che la stabilità è il primo fattore che favorisce le imprese e gli investimenti. E proprio Marchionne con la sua Fiat Chrysler sta dando il via a numerosi investimenti nel nostro Paese, da Melfi a Mirafiore dove, racconta,  «si ripartirà con una nuova serie di auto destinate all’export in tutto il mondo». Le aziende italiane attirano investimenti grazie al know-how artigianale, alla spinta creativa e alla voglia di immaginare un futuro diverso. Questi, raccontano Renzi e Marchionne al pubblico imprenditori e manager americani, sono i punti focali che ci permettono di essere competitivi a livello internazionale. Questi gli elementi che hanno permesso all’Export Italia-Usa di crescere ulteriormente lo scorso anno, arrivando ai 36 miliardi di euro.


Come aveva annunciato ieri, oggi Matteo Renzi è volato a Boston per quello che ha definito l’incontro più importante di questo viaggio negli States. Il Presidente del Consiglio ha incontrato i vertici di Ibm, con cui ha stretto un accordo da 150 milioni per il riutilizzo di un’area di Expo 2015 a Rho, poco fuori Milano. La zona sarà utilizzata per il progetto Watson, che si occupa degli aspetti informatici della sanità: dalla gestione delle cartelle cliniche alla quella della spesa per la sanità pubblica, fino all’ottimizzazione degli esperimenti genetici e della ricerca per sconfiggere il cancro. «Lavoriamo da quasi un secolo con l’Italia, per noi è un mercato importante e siamo felici di poter investire nel futuro dell’Europa usando come piattaforma il vostro Paese» ha detto il Ceo di Ibm Ginni Rometty. «Se smettiamo di fare polemiche – ha concluso Renzi –  l’Italia è un paese che cresce, che crea occupazione valore e cultura».

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