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Renzi sta sgomitando in Europa

Renzi sta cercando di sedersi al tavolo degli adulti con la Merkel e Hollande per conquistare più flessibilità e per gestire in prima persona la crisi dei migranti

Tra gli stati membri, e fondatori, dell’Unione Europea l’Italia è sempre stata tra i più importanti ma non ha mai avuto l’influenza che la sua grandezza, demografica ed economica, le avrebbe dovuto procurare. Germania e Francia hanno sempre fatto la voce grossa e nessuno ha mai osato mettere in dubbio la loro leadership.


La situazione attuale dell’UE, frammentata come non mai e con Schengen a rischio, però, ha creato lo spazio in cui il Presidente del Consiglio intende incunearsi per aumentare il peso del Belpaese.
Renzi non ha deciso di diventare sempre più aggressivo nei confronti dell’UE, la politica Merkel/Hollande lo ha portato ad essere sempre più aggressivo.


L’Italia non è più nella situazione di estrema necessità di un aiuto europeo, come nel periodo Monti, è in ripresa, seppur lenta, e contribuisce alle casse europee più di quanto prelevi. Nonostante questo viene sistematicamente lasciata fuori dalle decisioni importanti, quelle, ad esempio, sulla crisi di migranti che colpisce l’Italia come praticamente nessun altro paese europeo e gli viene negata quella flessibilità che a Roma viene considerata necessaria per far tornare a galoppare una delle economie più importanti del mondo.


Le istituzioni europee certo non hanno reagito bene nei confronti del nuovo comportamento italiano, prova ne è stata la pubblica ramanzina di Juncker a cui Renzi ha risposto in modo aggressivo. L’intervento di Juncker è arrivato dopo una serie di sgarbi di Renzi alla Commissione, costantemente criticata, e dallo stop italiano alle sanzioni russe, lo stop al piano d’aiuti alla Turchia, lo stop al progetto North Stream, il gasdotto che collegherà Russia e Germania, fratello dell’ormai defunto South Stream.


L’acceleratore sulla posizione di Renzi lo ha messo sicuramente la voce insistente di una sospensione di Schengen. Una sospensione che avrebbe una conseguenza disastrosa per quei paesi come Italia e Grecia che sono il collo di bottiglia dell’enorme flusso di migranti che si sta riversando in Europa. Senza Schengen tutti i migranti approdati in Italia rimarrebbero in Italia e parleremmo di centinaia di migliaia.


In questo scenario Renzi si sta preparando a ad andare a pranzo dalla cancelliera tedesca Merkel e probabilmente le farà un’offerta che non potrà rifiutare: basta bastoni fra le ruote a Bruxelles e più flessibilità e un posto al tavolo delle decisioni per la questione migranti.
Una offerta che la Merkel non avrà particolari problemi ad accettare. La crisi dell’eurozona è in secondo piano per l’opinione pubblica rispetto a quella dei migranti e non ci saranno problemi a far passare inosservata la flessibilità che chiede l’Italia.
Insomma, forse è finita l’epoca della sottomissione senza se e senza ma ne confronti di Bruxelles o della cancelliera tedesca. Ora sembra ci siano gli interessi italiani al centro della nostra politica europea.

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