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Theresa May è il nuovo primo ministro britannico

Theresa May è la seconda donna al comando in UK e nessuno può fare a meno di paragonarla alla prima, la Thatcher

Il primo discorso dopo la nomina di Theresa May a primo ministro del Regno Unito avrebbe dovuto essere interessante per capire dove lo UK è diretto dopo la Brexit ma i primi commenti dei giornalisti britannici sono stati quasi unanimemente indirizzati sulla somiglianza tra il discorso della May e quello dell’unica altra premier donna del Regno Unito, Margaret Thatcher.
Forse la necessità di un leader forte e in grado di guidare il popolo in un momento tumultuoso e incerto ha portato all’accostamento tra le due politiche.


Un episodio, però, è significativo: qualche giorno fa i due politici conservatori, Ken Clarke e Malcom Rifkind, sono stati sorpresi a parlare degli ultimi tre contendenti al ruolo di primo ministro, Michael Gove, Andrea Leadsom e Theresa May. Mentre credevano di non avere il microfono acceso i due hanno prima parlato di Gove dicendo che sarebbero scoppiate almeno 3 guerre nel caso di una sua elezione poi sono passati ad analizzare la Ledsom dicendo che sarebbe una buona candidata se capisse che non deve assolutamente realizzare alcuna delle idiozie che va in giro a dire. La May invece è apostrofata in questo modo: “Theresa è una donna fottutamente difficile ma noi due abbiamo lavorato con la Thatcher.


Secondo la stampa laburista sia la Ledsom che la May si sono presentate come le vere eredi della Thatcher e sono entrambe caratterizzate dall’essere dell’ala destra dei conservatori, dall’essere donne e dure e difficili. Non il massimo in occasione di una negoziazione complessa come sarà quella per la Brexit con l’unione europea.
La May, dal canto suo, ha ribadito di non essere la Thatcher ma di guardare a lei come un modello sia per quanto riguarda la vita che per la politica.


Secondo molti osservatori le somiglianze tra le due politiche sarebbero solamente il loro genere a la provenienza dal partito conservatore.
Dal punto di vista economico, ad esempio, la Thatcher era famosa per essere una paladina del libero mercato e per avere un rapporto che definire burrascoso con i sindacati è un eufemismo. La May, invece, è una sostenitrice di “serie riforme sociali” per combattere la disuguaglianza ed è arrivata a proporre un cambio di politica monetaria per aiutare i meno abbienti ad acquistare una propria casa.


In politica estera la Thatcher era un falco come pochi suoi contemporanei, la guerra delle Falkland lo testimonia. Le idee della May in politica estera non sono chiare, non si è mai esposta molto, tranne che su una cosa, la Brexit. Theresa May ha fatto campagna per il remain e ora si troverà a guidare le negoziazioni per il leave. La Thatcher, per inciso, era fermamente anti-europeista.
Una idea della sua politica estera però può essere data dalla nomina di Boris Johnson ha ministro degli esteri, una nomina che provocato una infinita serie di sorrisi sarcastici e preoccupati nelle cancellerie di tutto il mondo.


Le idee della May sulla mobilità sociale sembrano, inoltre, scontrarsi con quelle della sua squadra di governo per cui sarà interessante capire come la politica domestica in un momento di tagli sarà gestita dal governo May.
Altra differenza tra la May e la Thatcher è la posizione sul femminismo. La Lady di ferro era notoriamente anti-femminista e aveva solo un’altra donna nel suo governo mentre la nuova leader ha sempre avuto una posizione fortemente femminista. La May ha addirittura fondato un gruppo con lo scopo di portare più donne conservatrici in parlamento.
Quello che è sicuro è che la May si trova davanti un lavoro difficilissimo e con altissime probabilità di fallimento.

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