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Una breve storia dei “successi” di Trump

Trump si è sempre presentato come imprenditore di successo fino a far diventare il suo essere di successo un prodotto ma qual’è la verità?

Trump è riuscito in una impresa che riesce a pochi businessman, è riuscito a diventare ricco promettendo alla gente di farla diventare ricca.
Durante la sua decennale carriera ha lanciato moltissimi imprese che hanno seguito questo modello e la sua campagna presidenziale è solo l’ultimo esempio. Peccato che la maggior parte di queste imprese falliscano nel giro di qualche mese. I risultati di queste imprese sono diventati una delle principali debolezze di Trump, quella che i suoi avversari preferiscono attaccare, sapendo di fare male.


Gli attacchi sulle sue imprese truffaldine fanno arrabbiare particolarmente Trump perché un attacco alla sua figura di businessman di successo è un attacco al suo asset più importante e coltivato: la propria immagine.
Per questo motivo Trump durante il suo discorso vittorioso per gli ultimi stati conquistati( Hawaii, Mississipi e Michigan) non ha potuto esimersi dal contrattaccare.


Trump ha tenuto il suo discorso al Trump National Golf Club, simbolo della sua eccellenza e a fianco del suo podio ha messo un tavolo con dei prodotti marchiati Trump, simbolo del suo successo imprenditoriale; secondo lui.


Questa è stata la risposta a un discorso di Mitt Romney di qualche giorno prima.
Romney aveva speso circa venti minuti a parlare di come a Trump mancassero le doti per essere un capo di stato, fosse sprovvisto di un piano elettorale e sul piano internazionale le sue idee fossero o idiote o pericolose. Tutte queste critiche non hanno fatto arrabbiare Trump, è un’altra cosa che lo ha fatto alterare: “Voi dite, aspetta, aspetta, aspetta non è un imprenditore di grande successo? Non sa quello di cui sta parlando? No, non lo è e non lo sa”. “Cosa è successo alla Trump Airlines? Alla Trump University? Al Trump Magazine, alla Trump Vodka, alle bistecche Trump o alla Trump Mortgage? Non è un genio degli affari”.


Quel tavolo al comizio era dedicato a queste parole.
Trump ha iniziato parlando della compagnia che produce acqua imbottigliata: “Bene, c’è la compagnia dell’acqua! Vendiamo acqua e abbiamo acqua e ha molto successo – sapete, è una piccola compagnia privata e fornisco acqua a tutte i miei posti ed è buona ma molto buona”
La Trump Natural Spring Water secondo il sito di Trump è “una delle più pure acque di fonte naturale nel mondo” ed è “orgogliosamente servita in tutti i ristoranti di Trump, hotel e golf club nel mondo”.
Peccato che come Zeke Miller del Time ha sottolineato l’etichetta sulla bottiglia dica che sia imbottigliata da Village Spring Water, di Willington in Connecticut. Non una compagnia di Trump.


Le bistecche di Trump: “Dove sono le bistecche? Abbiamo le bistecche? Abbiamo le bistecche Trump. Ha detto la compagnia! Abbiamo le bistecche di Trump! Comunque, se ne volete prendere una, vi faremo pagare cosa? Circa 50 dollari alla bistecca”.


Le bistecche di Trump sono andate sul mercato nel 2007, Trump si era occupato personalmente della pubblicità, le migliori bistecche del mondo in tutti i sensi secondo lui, le migliori che si potessero avere.
Questo non era il parere dei clienti di QVC, il canale di televendite che vendeva le bistecche, secondo cui erano grasse e senza sapore. Per questo la compagnia è stata messa in liquidazione nel 2014. Le bistecche che Trump ha portato sul palco, difatti, erano di una macelleria che fornisce carne a molte delle proprietà di Trump e lo staff di Trump non ha nemmeno tolto l’etichetta. Per inciso la compagnia che vende le bistecche si chiama Bush Brothers (!).


Sul Trump Magazine l’uomo d’affari ha continuato: “Ha detto che il Trump Magazine è finito? Io dico, lo è? Credo di averne letto uno due giorni fa” e tenendone uno in mano “Questo esce e si chiama The Jewel of Palm Beach, c’è in tutti i miei club. Ce l’ho da molti anni ed è un grande magazine. Qualcuno ne vuole uno?”
The Jewel of Palm Beach è una pubblicazione annuale della Palm Beach Media Group, una compagnia non di Trump, ed è la rivista di un singolo hotel, il Mar-e-Lago Club di Trump.
Il vero Trump Magazine a cui si riferiva Romney era un trimestrale lanciato nel 1998 sul lusso che chiuse nel 2009.


La compagnia aerea era il risultato di una acquisizione di 22 aerei dalla Easter Airlines per 365 milioni di dollari nel 1988, poi sistemati in stile Trump (le hostess portavano delle perle false). La compagnia fallì nel 1991 e gli aerei messi in liquidazione finirono alla U.S. Air


Così come il sito GoTrump.com che prometteva di organizzare viaggi in stile Trump. La pubblicità era tutta in stile Trump e parlava di come essendo lui un grande negoziatore pure il suo sito avrebbe avuto i migliori prezzi sul mercato. Il sito chiuse dopo neanche un anno.


Ultimamente, però, la sua impresa più famosa è senza dubbio la Trump University.
La Trump University è stata fondata nel 2005 come una scuola online che vendeva corsi su CD-ROM a 300 dollari l’uno. L’idea era quella di capitalizzare il successo di The Apprentice. L’impresa andò male da subito per questo Trump decise di sposare il core business su seminari a pagamento che si occupavano di compravendita immobiliare. Nel 2010 la società fu costretta a cambiare nome in Trump Entrepreneur Initiative e poi chiuse definitivamente.
Questa iniziativa è soggetta a tre grandissime cause.


La epica storia del grande imprenditore sembra, quindi, essere senza fondamenti, un po’ come le sue idee politiche. Intanto i sondaggi sono sempre più positivi.

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