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USA e Cina, scontro nel Mar cinese del sud

Sale la tensione nel Mar cinese del sud tra USA e Cina e gli stati della zona cominciano a preoccuparsi

Dalla fine della Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno avuto il predominio assoluto dell’oceano Pacifico, nessuno stato ha osato contrastare la sua predominanza militare. Ad esempio vent’anni fa i cinesi cercarono di intimidire Taiwan con dei test missilistici e gli americani spostarono nell’area ben due portaerei in assetto da combattimento. I cinesi si indignarono ma questo du tutto.


Ora sembra che il vento stia per girare. La Cina ha appena mostrato al mondo, nella sua parata militare, due nuovi missili; uno è in grado di affondare una portaerei e uno di raggiungere obiettivi distanti quanto la base aerea USA di Guam. La potenza militare cinese è ancora molto indietro rispetto agli americani ma i progressi fatti dai cinesi negli ultimi anni gli permettono di iniziare a fare la voce grossa nella sua zona e di scombinare l’equilibrio di potere nel Pacifico.


Il motivo del contendere sono alcune strisce di sabbia nel Mar cinese del sud che i cinesi hanno occupato, ampliato e su cui hanno costruito degli aeroporti militari. Gli USA hanno bollato le azioni cinesi come destabilizzanti e saranno, probabilmente, al centro delle discussioni tra Obama e Xi Jinping nell’incontro che si terrà nei prossimi giorni. Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale ha già dichiarato che gli USA voleranno, navigheranno e opereranno ovunque la legge internazionale glielo permetterà.


Nonostante le dichiarazione belligeranti, però, gli americani non hanno ancora provocato i cinesi. Tradizionalmente gli USA pattugliano il limite delle 12 miglia marine nelle aree in cui vogliono esercitare la propria influenza, a volte, addirittura, sconfinano ma nella zona reclamata dalla Cina questo non succede dal 2012. Gli USA hanno smesso di provocare la CIna.


Negli USA ci sono molte voci contrarie a questa politica che tende ad evitare lo scontro con la nuova potenza militare. John McCain, ex candidato repubblicano alla presidenza ha detto che il Mar cinese del sud non appartiene alla Cina in risposta al Vice Ammiraglio Yuan Yubai che aveva appena dichiarato questo e che gli Stati Uniti dovrebbero far navigare le loro forze navali nell’area per riaffermare la libertà dei mari garantita dal diritto internazionale.


Le pressione nei confronti di Obama per ricominciare la navigazione dell’area non arrivano però solo dal vecchio maverick repubblicano ma anche da una commissione parlamentare e dall’attuale e dall’ex Ammiraglio del Pacifico della Marina USA. Harry Harris, l’attuale ammiraglio, ha dichiarato pubblicamente che gli USA dovrebbero ricominciare i pattugliamenti e contrastare la costruzione del “Grande muro di sabbia” come lo ha chiamato lui.


Gli USA non sono gli unici ad essere preoccupati dall’espansionismo cinese, gli stati direttamente coinvolti come Giappone, Filippine, Vietnam, Malesia e Australia sono decisamente preoccupati e hanno iniziato ad aumentare le loro spese militari e a infittire i loro colloqui con gli USA. Il Mar cinese del sud, a quanto pare, diventerà molto affollato nel prossimo periodo.

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