Phobos and Mars

Phobos si sta sgretolando: ecco il destino della luna di Marte

Le lunghe scanalature che attraversano la superficie di Phobos sono i primi segni di un cedimento strutturale che potrebbe condurre il satellite alla distruzione

Orbitando a soli 6.000 chilometri dalla superficie di Marte, Phobos è più vicina al suo pianeta di qualsiasi altra luna del Sistema Solare. E la distanza continua a diminuire, al punto che tra poche decine di milioni di anni gli effetti mareali causati dalla gravità del pianeta rosso potrebbero ridurre Phobos in pezzi.


“Crediamo che Phobos abbia già iniziato a sgretolarsi, e il primo segno di questo processo è la comparsa di alcune scanalature che attraversano la superficie della luna” ha dichiarato Terry Hurtford, membro del Goddard Space Flight Center della NASA e principale autore dello studio che ha consentito agli astronomi di gettare nuova luce sul destino di Phobos. Le scoperte di Hurford e del suo team di ricerca sono state presentate lo scorso 10 novembre al meeting annuale della Division of Planetary Sciences of the American Astronomical Society, in Maryland.


In origine si pensava che le scanalature di Phobos fossero state causate dall’impatto che formò il cratere Stickney, ma la loro conformazione di fatto non è compatibile con l’ipotesi di una collisione di quella magnitudine. In tempi più recenti alcuni scienziati avevano proposto che le scanalature potessero essere invece il frutto di impatti più conenuti, causati probabilmente da materiale espulso dalla superficie di Marte. Horford ed il suo team hanno elaborato un’ipotesi molto più in accordo con le osservazioni: le scanalature sarebbero in realtà una conseguenza diretta delle forze mareali di Marte, che deformano Phobos durante la sua orbita intorno al pianeta rosso.


Rappresentazione artistica di Marte e Phobos

Rappresentazione artistica di Marte e Phobos


L’ipotesi non è nuova: alcuni scienziati l’avevano proposta già alcuni decenni fa, quando la sonda Viking trasmise le prime immagini di Phobos sulla Terra. All’epoca, tuttavia, l’esatta conformazione di Phobos non era ancora conosciuta e si pensava che le forze mareali di Marte non fossero sufficientemente forti per influire sull’integrità strutturale del satellite.


Oggi però conosciamo molto meglio la struttura interna di Phobos, quanto basta per poter misurare in modo piuttosto accurato il reale impatto della gravità marziana sulla luna. Gli strati interni di Phobos sono meno compatti di quanto inizialmente previsto, al punto che la crosta solida del satellite non riesce a compensare lo stress causato dagli effetti mareali di Marte. La spiegazione fornita dal team di Hurford è in perfetto accordo con le osservazioni e riesce a descrivere con incredibile precisione la conformazione delle scanalature presenti sulla superficie di Phobos.


Il destino di Phobos è segnato, quindi, ma il satellite marziano non è l’unico a dover affrontare un fato avverso. Il modello elaborato dal team di ricerca infatti può essere applicato anche a Tritone, una delle principali lune di Saturno, nonché ad alcuni pianeti extrasolari recentemente scoperti dal telescopio spaziale Kepler. A confermarlo è lo stesso Hurford, che poi aggiunge: “Non possiamo sapere con precisione cosa stia accadendo sui pianeti più distanti, perché non abbiamo modo di osservarli direttamente. Tuttavia il modello che abbiamo elaborato può aiutarci a comprendere meglio questi sistemi, dato che ogni pianeta sufficientemente vicino alla sua stella può essere soggetto allo stesso fenomeno di cedimento strutturale che sta vivendo Phobos”.


TODAY

21 Sep

Saturday

Le Rubriche

Photo Gallery