“Mr. Gaga”, la danza di Ohad Naharin apre il 56° Festival dei Popoli

Sarà l’anteprima italiana di Mr.Gaga, il documentario di Tomer Heymann che racconta la vita e l’arte di Ohad Naharin, uno dei coreografi più importanti e innovativi al mondo, ad aprire oggi – presso il Cinema Odeon di Firenze – la 56/ma edizione del Festival Popoli, il festival internazionale del film documentario.

 

1-Mr Gaga

 

 

 

Il progetto di Mr. Gaga fu presentato nella prima edizione di Doc At Work – Industry Days del Festival dei Popoli (2013). Oggi il film è diventato realtà e, attraverso immagini di repertorio ed estratti sul palco, mostra momenti inediti dei danzatori durante gli allenamenti e le prove. La pellicola, vivace, penetrante e contagiosa, conduce il pubblico nel mondo dell’artista israeliano, figura di grande integrità, animata da un passione unica e straordinaria.

 

 

(Photo by Heymann Brothers Films)
(Photo by Heymann Brothers Films)

 

 

Ohad Naharin, classe 1952 nato e cresciuto in un kibbutz, è il creatore del rivoluzionario linguaggio di movimento “Gaga”, una danza emozionale ed energica.  Il regista del documentario ripercorre la sua vita a partire dai suoi primi passi di danza fino a quelli che lo hanno consacrato sulla scena internazionale con Martha Graham e Maurice Béjart. Si arriva poi alla coreografia, un passaggio suggellato dalla nomina a Direttore Artistico del Batsheva Dance Group, compagnia di danza di fama mondiale.

 

 

Ohad Naharin
Ohad Naharin

 

 

I semi di questo lavoro sono stati piantati circa 20 anni fa, quando ho visto per la prima volta il Batsheva Dance Group di Naharin sul palco – racconta HeymannLa mia testa e il mio cuore sono stati enormemente sconvolti come da un cocktail superbo di alcol e droghe, ma senza alcol e senza droghe. Un continuum di movimento, musica, energia, sessualità, sensualità, e ballerini di cui innamorarsi senza sapere perché. Da quella sera in poi sono diventato un consumatore ossessivo dell’arte danzante di Batsheva. Naharin è un osso duro, con un carattere contraddittorio, che ha fatto di lui un elemento affascinante da rendere in immagini in un documentario“.