DJ Matrix e Musica da giostra

"Vorrei che la musica italiana passasse più in radio. Si canta solo in inglese e si sta perdendo un po’ la diffusione della musica italiana."

La musica dance di oggi è il prodotto dell’evoluzione naturale della musica fatta su misura per i club, quella senza nessuna relazione diretta con i generi musicali di tendenza ma che ha fatto ballare intere generazioni fin dagli anni 80, per poi diventare la principale colonna sonora degli anni 90 e 2000, divenendo più popolare della musica techno o trance.
Oltre alla musica pop di un certo tipo, si comincia in quegli anni a produrre mix e musiche destinate alle discoteche e a manifestazioni come il Festivalbar.
L’Italia è il paese più produttivo di brani di questo genere e di quel periodo artisti come Spagna, Sabrina Salerno e Raf, che con la sua famosissima Self control ha varcato i confini nazionali e riscosso parecchio successo anche all’estero.
Il nuovo stile house comincia a prendere piede e non si ferma solo ai club a cui è destinato ma invade le classifiche di tutto il mondo.
Alla fine degli anni 80 oltre ai vari inni di culto conosciuti solo dagli addetti ai lavori, sono incise anche tracce come Gipsy Woman di Crystal Waters, che pur essendo di chiara matrice house, sono pezzi dance a tutti gli effetti.
In questi pezzi l’uso del campionatore è emblematico nella realizzazione del block perché permette la ripetizione dello stesso sample vocale scelto tra i vari takes della session di registrazione.

La musica house tra la fine degli anni 80 e inizi degli anni 90 in Italia subisce una rivisitazione tale da creare un nuovo genere derivato: lo spaghetti house che stravolge lo stile del sound affermatosi nel mondo anglosassone e introduce l’uso del pianoforte con riffs dallo stile chitarristico. Il sound di questi brani conquista il pubblico e affianco ai generi più diffusi, si verifica l’invasione della dance music nelle charts.
Si verificò anche il riciclo di vecchi brani, che diede nuova vita anche a brani obsoleti. Era di uso comune usare il campionatore per catturare samples di brani del passato da usare nei propri pezzi. Il risultato veniva poi amalgamato con voci a cappella e drum machines. Un brano made in Italy, conosciuto in tutto il mondo, realizzato con questa tecnica che ha conquistato le charts di tutto il mondo, (America ed Inghilterra comprese), è Right on time dei Black Box, creato con il sample di Love sensation di Loleatta Holloway, pianoforte spaghetti style, strings in stile Philadelphia e Groove house.

Il modo di fare musica come si faceva in quegli anni non è stato abbandonato, anzi, è stato coltivato, testato e migliorato. Possiamo sentire le chiare influenze dance, house o techno di quegli anni in brani dei disk jockey attuali. Fermo restando che il pubblico dei club e delle disco è il più assiduo, ha dei gusti ben precisi, non si accontenta con qualsiasi cosa e soprattutto, decreta la vita o la morte di un brano in poco tempo.

Lo sa bene Dj Matrix, ossia Matteo Schiavo, classe 1987. Matteo è un musicista, produttore, cantante, fondatore dell’etichetta discografica Danceonline e il disk jockey italiano più amato del web. Dalla sua prima hit, “Tu vivi nell’aria” ha continuato a collezionare successi, migliorando ed affinando sempre di più i suoi brani e facendosi valere nei live. Il contatto diretto con il pubblico delle serate è fondamentale per capire i gusti e le preferenze dei chi ascolta e vive la musica dance di oggi, con una particolarità: i testi sono cantati in lingua italiana.
Da venerdì 5 febbraio è in rotazione radiofonica il nuovo singolo “TUTTI IN PIEDI SUL DIVANO” fatto in collaborazione con il disc jockey Matt Joe e GLI AUTOGOL, celebre trio comico che sta riscuotendo grande successo sul web. È possibile acquistare “MUSICA DA GIOSTRA VOL.3” su iTunes.

DJ MATRIX

DJ MATRIX



Il singolo di maggior successo del dj italiano è “Voglio tornare negli anni 90”, hit suonata e ballata in tutt’Italia che conta con oltre 3 milioni di visualizzazioni su Youtube. E’ stata incisa nel 2013, quando divenne resident dj dell’Acquafan di Riccione. In quell’anno ha aperto le serate di star internazionali come Avicii, Martin Solveig, Gabry Ponte (con cui ha anche collaborato in Fall in love), Fabri Fibra e molti altri. Nella sua breve ma intensa carriera ha potuto anche collaborare, ad esempio, con Tacabro e ha scritto “Questa vita” per Fedez.

DJ MATRIX 1

L’anno scorso ha pubblicato i due volumi dell’album “Musica da giostra”, arrivando a toccare i vertici della classifica di vendite su iTunes. Il 30 giugno ha pubblicato “Ho voglia di dance”, anche questo, rimasto nella Top 10 degli album più venduti di cui “Fanno bam”, il primo singolo estratto dall’album, è rimasto a lungo in rotazione.
Il 29 gennaio scorso ha pubblicato “Musica da giostra, volume 3”. Il primo singolo “Tutti in piedi sul divano” feat. Gli Autogol sta già riscuotendo grande successo anche sul web.

Musica da Giostra 3

Come descrivi questo tuo ultimo singolo?
E’ una collaborazione fatta tramite Radio 105, il singolo è molto ironico. Gli Autogol sono 3 comici famosi nel web che stanno funzionando molto e il singolo è fatto per il loro stile. Loro sono imitatori di personaggi televisivi che abbiamo messo in musica cercando di creare un tormentone.

Perché l’album si chiama Musica da giostra?
Mi è venuta questa idea perché negli scorsi lavori la gente continuava a dirmi che facevo “musica da giostra”, così ho usato questo titolo. E’ un’ auto-presa in giro.

Sei produttore, cantante e musicista, suoni il pianoforte…
Tutte le canzoni partono dal pianoforte. Quello è il segreto di ogni musicista: le canzoni o partono da chitarra o dal pianoforte, quest’ultimo mi ha fatto avvicinare alla composizione.

Il tuo singolo “Voglio tornare negli anni novanta” ha avuto oltre 3 milioni e 700 mila ascolti, un vero successo su Youtube. Sei un nostalgico degli anni novanta?
Io ho vissuto solo la fine degli anni novanta però nella lavorazione di questo singolo ho coinvolto artisti degli anni novanta, i Paps’n’Skar. In questo singolo più che altro ho fatto da narratore della loro storia.



Quali sono le tue influenze musicali?
Io mi ispiro sempre alla musica dance degli anni 2000. La musica dance che viene fatta adesso è tutta cantata in inglese, io invece canto in italiano è questo che mi differenzia.

Il tuo è un sound molto particolare, come lo classifichi?
Lo sto descrivendo nelle pagine del mio blog. L’ ho chiamato “La musica che non esiste”, perché è un sound nuovo e la gente lo sta recependo. Questa musica qua c’era negli anni novanta, poi è andata a scemare ed io gli ho dato questa evoluzione con dei suoni nuovi però mantengo la vena stile anni 2000, stile Gigi d’Agostino. E’ proprio la disco music che è andata persa, cantata in italiano. Non è traducibile in nessun modo perché sono l’unico che la fa.

Questo è quello che ho scelto di portare avanti come Dj, però sono anche compositore e scrivo anche roba pop per altri artisti.
Per Fedez ho scritto “Questa vita” che è stato inserito nella versione deluxe come traccia inedita. Ho lavorato 3 anni per l’etichetta di Gabry Ponte. Per lui ho scritto Sexy swag, che ha poi cantata da Gabry e Shaggy. Con Tacabro ho fatto un pezzo che ha funzionato in Spagna e Messico ma qui in Italia non ha avuto nessuna valvola di sfogo, era più un pezzo più di nicchia per il popolo latino.


Hai in programma parecchi live, quindi quando non sei in studio, fai serate.
Ci tengo a dire che il mondo del live è una cosa che non mi sento calzare addosso. Vorrei dedicarmi più alla vita in studio. Il live io lo uso più per capire se il prodotto funziona o meno.
Vedo cosa funziona, vedo cosa cercano i ragazzi che frequentano quei posti.
E’ il mio termometro. Si pensa che sia tutto catalogato invece c’è una nicchia indipendente che non si fa influenzare dalla televisione o dalla radio. Ogni regione è una sua realtà diversa: al sud d’Italia funzionano i tronisti di Uomini e donne e gli youtubers ma nel veneto non sanno neanche chi siano. I prodotti televisivi, come i The Kolors funzionano più al sud, in Piemonte invece funziona più lo stile anni novanta.


Hai fatto delle aperture a degli artisti di tutto rispetto come Avicii…
Si, quando ero il dj resident dell’Acquafan (che ha portato benissimo perché, anche per un discorso scaramantico, i primi dj dell’Acquafan sono stati Albertino, Jerry Scotti e Jovanotti), quando me ne è capitata l’occasione, l’ho presa al volo).

Cosa ne pensi del sound di Avicii?
Penso che sia il numero 1 al mondo. Lui è l’unico che si fa tutto da se. E’ autoprodotto, autodidatta in tutto e si vede. Il suo sound si riconosce. Anche lui ha un mondo suo che tocca il country, secondo me è il più forte del mondo.

E Skrillex?
E’ una musica distante del mio gusto. Stiamo parlando dei più grandi del mondo. E’ avanti, tante cose non le capisco ma so che è molto avanti.

Talvolta sembra indigesto, però poi capisci o digerisci col tempo determinati accostamenti di suoni, quindi ci si abitua anche a suoni inediti?
Quando ho sentito What do you mean ho detto “aiuto”, e non in senso positivo. Invece mi sono sbagliato. A differenza degli altri che prendono i suoni già fatti, lui da un’onda crea il suono e quindi vengono fuori cose stranissime. E’ un genio. Sono tutte cose che l’orecchio non ha mai sentito e secondo me quello è il segreto del suo sound.

Dammi 2 buoni motivi per comprare “Musica da giostra”.
Il primo buon motivo è che è un prodotto sia nostalgico che futuristico con un bel beat che ho inventato. Il secondo, perché è tutto in italiano, quindi per un motivo di bandiera.



Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho creato un’etichetta discografica mia perché sono convinto che prima o poi qualcuno seguirà l’onda mia e voglio portarmeli a casa. Tante volte si lanciano “mode” e poi ognuno si fa gli affari suoi. Ho già trovato tre ragazzi che lavorano e la pensano come me come Matt Joe, che è diciamo uno “Skrillex italiano”.

Mi riveli una curiosità sul tuo sound?
E’ intonato a 432 Hz. Ho cambiato tutta la chiave di lettura. Credo molto nella forza dell’energia positiva e cerco di circondarmi sempre di onde positive. Se tu suoni le note, sono tutte fuori nota.

L’intonazione a 432 Hz è in armonia con la legge dell’ottava. Chi utilizzava questa legge e molti in passato la conoscevano, creava dei capolavori artistici che riuscivano a far vibrare in armonia tutte le cellule dell’essere umano. Ecco perché tanti capolavori del passato non sono solo belli, ma sono in risonanza con ciò di cui siamo costituiti.

DJ MATRIX

www.djmatrix.it

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