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Chi è morto in The Walking Dead? - D-Art.it - D-ART.IT Chi è morto in The Walking Dead? - D-Art.it

Chi è morto in The Walking Dead?

La prima puntata della stagione 7 di The Walking Dead ci dice chi è stato ucciso da Negan, per il resto è una delusione

The Walking Dead è sempre stato violento, incline alla tortura e alle immagini forti ma questo The Day Will Come When You Won’t Be, la prima puntata della stagione 7, ha superato ogni precedente record in materia gore.
Questa premiere della settima stagione è stata un’ora difficile da guardare, non solo per il il gore.
Lo show è partito con lunghe perdite di tempo ma basta avere un po’ di pazienza ed ecco qui le vittime di Lucille, la mazza da baseball avvolta in filo spinato di Negan.
Si, avete capito bene, ci sono due vittime. La prima è Abraham, la seconda Glenn.


Abraham aveva appena cominciato la sua nuova storia d’amore con Sasha, la quale era andata in crisi proprio perché il suo precedente ragazzo era stato ucciso, e pensava di mettersi a posto e iniziare una vita di coppia è stata la prima vittima di Lucille.
L’ex sergente dell’esercito resiste ai primi colpi alla grande, trova la forza di prendere in giro Negan ma viene ridotto ad un ammasso informe e sanguinolento.
Sasha è sconvolta così come Rosita, la vecchia compagna di Abraham. Negan, in modo assai semplicistico fa roteare Lucille di fronte a Rosita dicendo che lo ho fatto per insegnare qualcosa al gruppo di Rick.


Chi è morto in The Walking Dead?


Non finisce qui. Glenn, sopravvissuto in modo fortuito e fastidiosamente senza senso a una caduta in mezzo a un gruppo di zombie è la seconda vittima di Lucille. Anche qui la scena è decisamente gore: Glenn, con il cranio fratturato un occhio che penzola fuori dice a Maggie che la troverà. Poi Negan continua a colpire fino a quando anche la testa di Glenn non è che un ammasso sanguinolento e informe. Il tutto accompagnato da battute tremende (copiate dal fumetto) come: “Lucille ha sete! E’ una mazza-vampiro!”.


Tutto questo succede in un flashback poi si torna al presente in cui Rick e Negan sono all’interno di un camper.
La violenza non è comunque finita qui. Negan continua a torturare Rick e compagni e, in qualche modo, noi spettatori con minacce di morte a diversi altri personaggi, torture e così via. Una sofferenza.


The Walking Dead non è mai stato uno show ottimista ma una volta funzionava come proiezione fantasiosa per gli spettatori. I personaggi erano tutte persone normali, tratteggiate a grandi linee in modo da far identificare il pubblico con uno di essi. Se ci fossimo trovati in una situazione estrema come il mondo post apocalisse zombie ci saremmo induriti e saremmo migliorati come Carol, ci saremmo dedicati agli altri come Rick, saremmo stati inetti come padre Gabriel o saremmo diventati bestie come il Governatore?
Immaginarsi in situazioni simili a quelle dei personaggi ci faceva pensare e ragionare sulla nostra personalità. Un buon risultato per una serie televisiva.
Ora questo è cambiato.


Greg Nicotero è ancora un maestro degli effetti speciale, Andrew Lincoln e Melissa McBride sono ancora degli attori dal grandissimo talento e continuano a regalarci scene memorabili ma i lati positivi finiscono, forse, qui.
Lo show sembra non avere nient’altro da offrirci se non violenza atroce e ingiustificata.
Lo schema ormai è noto: tranquillità seguita da violenza estrema per poi riconquistare la tranquillità attraverso altra violenza estrema e da capo.
Qui sta la differenza con un altro show molto violento e pessimista come Game of Thrones. In GoT la violenza è ancora strumentale all’avanzamento della trama ed è contrastata da momenti di ironia e interessantissimi complotti; qui è solo inferno che si ripete all’infinito.

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