Cronache Vintage

L'appuntamento con lo straniero. E sotto il vestito lingerie d’antan

CRONACHE VINTAGE


L’appuntamento con lo straniero –  E sotto il vestito lingerie d’antan

 

Quando ami l’abbigliamento vintage, il design vintage, la musica vintage, insomma quando ami il vintage, questo invade la tua vita completamente. Entra nel tuo armadio, arreda i tuoi mobili, suona nelle tue orecchie: per dire, indosso il mio cappotto multicolor alla Twiggy, ascolto Aretha Franklin ed esco di casa trotterellando.

Finisce per scandire qualsiasi momento della tua vita. Gioioso, sciagurato o malinconico. Fu così anche la volta in cui incontrai quello che venne da me e che ribattezzai come straniero. Eravamo a un concerto, non ci conoscevamo, ma quando i nostri occhi s’incrociarono, lui decise che avrebbe dato le spalle al palco per guardare solo me. Ho pensato che avesse seri problemi, perché lo scetticismo è il sale della mia esistenza. Poi però il suo numero finì nella mia rubrica, e lo scetticismo lasciò il posto alla curiosità.
Ci sono stati pochi incontri, tante sparizioni e ritorni improvvisi. E sempre un sacco di battiti di cuore all’impazzata. Lo rividi ancora una volta, lo decisi io, per concedermi un vero primo e ultimo appuntamento. L’appuntamento col mio STRANIERO.

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Desideravo che fosse tutto perfetto, così avrebbe fatto più male. Sotto i miei storici jeans a vita altissima, dalla tela assai consunta, e il maglione anni ’80 talmente largo da ridurre al minimo l’immaginazione di lui, indossai della lingerie anni ’70 regalatami da quella gran stipatrice di mia madre.

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Avete presente il reggiseno a punta e le mutande a vita alta? Aggiungete del pizzo bianco, dei bottoncini in madreperla, delle spalline in raso di seta. Eh sì, perché mia mamma, nonostante quella rivoluzione femminile che voleva perfino l’intimo comodo e per nulla seducente, aveva deciso che non sarebbe uscita per strada a bruciare reggiseni. Lei se li sarebbe messi i reggiseni sexy ed eleganti, e con quelli addosso avrebbe portato avanti la sua personale battaglia femminile. E io oggi scelgo di ereditarli, evitando così i completini striminziti da centro commerciale Maculaty&Orrendy. Inutile dire che lo straniero apprezzò, ne godette e ripartì.

Non volli vederlo mai più. Perché gli uomini, a volte, è meglio perderli. Il completino intimo, invece, rimane. Fedele. Per sempre.

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