Sangue pugliese, gusto francese, il made in Italy di Isabel Pabo

Sangue pugliese, gusto francese, Dalila Palumbo è una designer cresciuta tra gomitoli di lana e metri di stoffa. La sua storia è presto scritta e si fa spazio nel settore moda sotto il nome di Isabel Pabo, brand made in Italy, bandiera del “saper fare” italiano.
Ultima nata in casa Isabel Pabo, una collezione di borse che sono piccoli scrigni preziosi nati dalle tele di un pittore locale e impreziositi con gusto e originalità; dei pezzi unici perché ogni tela racconta un paesaggio diverso, dalle colline in fiore al tramonto marino.


Quando è nata la tua passione per la moda?

Ricordo le domeniche in famiglia, quando guardavo mio padre dipingere, trasformare la creta, creare. Ricordo gli abiti di mia madre: tailleur, abiti, cappotti vintage, copricapi bizzarri ed accessori che brillavano, tutti accuratamente conservati come dei piccoli gioielli.
Ricordo la precisione di mia nonna, quella paterna, una sarta dentro i cui cassetti si celavano fili di cotone colorati, matasse da sbrogliare, pezzi di stoffa; e quella materna che sul grande divano “sferruzzava” a maglia sciarpe, cappellini, maglioncini e babbucce durante il periodo natalizio e le scampagnate estive. Mia sorella ed io giocavamo alle sfilate di moda, nel lungo corridoio di casa, e già sognavo di vestire le donne; le bambole mi avevano già annoiato.


Perchè hai deciso di applicarti in questo settore?

Per dare concretezza ad un’idea. Perché credo nel buon gusto e nella sana vanità; vestire una donna con questi due ingredienti uniti ad un mio abito, mi rende felice.

Dove trai ispirazione?


Vivo in una terra magica, la Puglia, ricca di paesaggi, colori, profumi e tradizioni, a cui ho dedicato una linea di accessori, le borsescrigni di Puglia”. Le mie radici sono la fantasia più grande, ma le persone, quando meno te lo aspetti, sanno darti una vera scossa.

 


C’è un designer che ammiri maggiormente? E perché?

Christian Dior per la bravura di esaltare le forme femminili; Elsa Schiapparelli per la sua eccentricità e la cura dei particolari mai scontati; Gabriel Coco Chanel per la genialità nel creare capi iconici e facilmente riconoscibili; “Re” Giorgio Armani e “l’Imperatore” Valentino per l’eleganza senza tempo ed intramontabile dei loro abiti; Karl Lagerfeld per la capacità di creare e gestire contemporaneamente diverse case di moda dagli stili differenti e sempre vincenti; Maria Grazia Chiuri, attuale direttrice creativa di Dior, e Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, per la freschezza di collezioni che durano nel tempo, ma che mantengono sempre lo stampo del passato con un pizzico di innovazione.


A che genere di donna è rivolto il tuo prodotto?

I miei abiti appartengono sicuramente ad una donna che non vuol passare inosservata e non vuol esser scontata, una donna sicura di sé a cui piace osare. Mi diverto a creare abiti giocando con le personalità delle mie clienti non solo basandomi sulla loro silhouette. Si passa dal capo dalle linee semplici, romantiche e minimal con dettagli particolari a quello dai tagli audaci che giocano ai limiti delle trasparenze con tessuti preziosi.



Quali sono i contesti più professionali oggi, in ambito fashion?


Milano, Firenze e Roma in Italia, seppur in maniera differente, sono secondo me i contenitori dove maggiormente si incentra e confluisce il fashion system. Milano Fashion Week, Pitti, Altaroma, White,  “vetrine”  dove avvengono molte connessioni lavorative.

Esiste un’icona che vorresti vestire?


Mi piacerebbe un giorno vestire l’attrice Tilda Swinton. Sono sempre stata affascinata dalla sua immagine androgina, dalla sua bellezza eterea, dai suoi modi eleganti e dal suo spirito ribelle. Ha uno stile versatile e ricercato, passa con disinvoltura da abiti iper femminili a tailleur maschili super strutturati.


E una del passato?


Se potessi scegliere un’ icona del passato sarebbe Anna Magnani: una donna talentuosa, simpatica, dalla personalità intensa, dura e fragile al tempo stesso, sfortunata nella vita privata ma grande ed unica in quella lavorativa, altezzosa ma anche genuina e generosa; una bellezza classica ma iconica, indipendente e padrona del proprio destino.


Cosa non manca mai nel tuo armadio?

Un tubino ed un paio di décolleté.


Quali sono i pezzi must have che ogni donna dovrebbe avere?

Nell’armadio di una donna non dovrebbero mai mancare un abito basic, un pantalone classico, un jeans, una camicia, una t-shirt, un cappotto, un blazer, una décolleté, una sneakers ed una borsa.


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Come indossi il denim?

Spesso con camicie e giubbottini, è un capo passe-partout che permette di creare abbinamenti per quasi tutte le occasioni.  Indossato anche con un capo più elegante permette di “sdrammatizzare” e “alleggerire” il look.


Qual è il capo più importante di un outfit?

Il portamento e la capacità di saper indossare qualsiasi capo; è la personalità che attrae e calamita l’attenzione e l’ammirazione, non un capo in sè.


Come ti relazioni con le clienti?


Inizio con una consulenza di immagine, cercando sempre di valorizzare i loro “punti di forza” facendo risaltare la silhouette. Con ogni donna mi piace lavorare non solo sulla loro immagine esteriore, ma anche sulla loro personalità e questo mi permette non solo di creare “semplicemente” un bell’abito su misura, ma soprattutto un capo cucito sulla loro identità.

Come poterti contattare?

È possibile contattarci tramite profili social, Instagram e Facebook sulla pagina ISABEL PABO, per e-mail all’indirizzo [email protected] e presto anche sul nostro nuovo sito internet.


 

 

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