Cyberbullismo, il truck di Una vita da Social a Sanremo

Una vita da Social, la campagna educativa itinerante sul Cyberbullismo si fermerà a Sanremo fino al 13 febbraio

Il 9 febbraio 2016 più di 100 paesi in tutto il mondo celebrano il Safer Internet Day. Internet, i social network e la facilità di comunicare online con chiunque hanno cambiato il mondo ed il modo d’interagire delle persone. I social sono parte integrante della quotidianità di chiunque ed hanno aperto frontiere inimmaginabili quali il poter recuperare la comunicazione ed i rapporti caduti in oblio a causa della lontananza fisica. Hanno abbattuto le barriere caratteriali: dietro ad uno schermo non si è più timidi o riservati. Scrivere su una tastiera non richiede neanche un contatto visivo con l’interlocutore, ne che ce ne sia uno, ed ecco che i social diventano luoghi dove postare oltre al pensiero del giorno anche odio e frustrazione, talvolta esagerando, ingenuamente o artatamente provocando scontri o incomprensioni che presto sfuggono di mano ed assumono dimensioni incontrollabili. La percezione distorta degli effetti della comunicazione virtuale è la principale causa del bullismo nel web. Insulti e aggressioni verbali trovano spazio laddove l’educazione digitale manca, dunque è fondamentale dare ai giovani gli strumenti e conoscenze di base che li aiutino a superare e a gestire difficoltà collegate al fatto che devono gestire precocemente situazioni, relazioni ed aspettative proporzionali alla veloce evoluzione della comunicazione online.

Ecco l’importanza di promuovere iniziative di informazione che possano contribuire a creare consapevolezza sull’uso del web nei ragazzi e, sicuramente, sappiamo che potrà essere tanto utile anche per adulti.  La stessa Polizia di Stato, quotidianamente, interagisce con i cittadini attraverso le pagine Facebook dell’Agente Lisa e della Polizia di Stato, nonché con il profilo Twitter istituzionale ma 2 ragazzi su 3 ritengono che questo fenomeno sia in aumento.

Che cos’è il cyberbullismo?

Secondo il rapporto di Telefono Azzurro e Doxa Kids, l’80% dei ragazzi ne ha già sentito parlare, il 40% conosce qualcuno che ne è stato vittima.
Il cyberbullismo è un fenomeno d’aggressione da parte del cyberbullo, che colpisce la sua vittima tramite la diffusione di materiale denigratorio o tramite la creazione di gruppi contro un determinato individuo.

Gli effetti sono devastanti per le vittime. I drammi interiori dei giovani sono spesso ignoti anche ai genitori ed i segnali di malessere possono essere incompresi o mal interpretati. La prima adolescente morta in Italia per cyberbullismo è stata Carolina Picchio, ex allieva della Senatrice Elena Ferrara, eletta poco dopo la scomparsa della giovane. Carolina è morta suicida dopo un salto nel vuoto di 3 piani, per un video che la ritraeva ubriaca e semi-incosciente in un bagno, mentre degli amici tra i 13 e i 16 anni mimavano atti sessuali. Carolina ha deciso di uccidersi perché non sopportava più le brutte parole e gli insulti avuti a causa di quel video diventato subito virale su Facebook.

A Carolina sarà intitolato il Centro nazionale di prevenzione su cyberbullismo e attività illegali in rete che sarà inaugurato al Fatebenefratelli di Milano.
Nel nostro paese ci sono 8 mila minori nella fascia di povertà materiale e culturale, secondo le ultime stime, sono circa 30 mila i minori che non escono dalle loro stanze per settimane e per mesi, quelli che in Giappone sono detti “Hikikomori”, giovani che s’annullano nella società virtuale per il senso di vergogna ed inadeguatezza.

Se tutto procederà nella norma, potremmo avere una legge a prevenzione e contrasto del cyberbullismo entro la fine del 2016. L’approccio educativo se condiviso dalla rete formativa dei giovani integra l’apporto di genitori, insegnanti ed educatori. Serve una sinergia tra scuola, territorio e terzo settore.

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Elena Ferrara



Il ddl 1261 sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo della senatrice Elena Ferrara potrebbe essere discusso nell’Aula della Camera entro quest’estate. Il testo di partenza è quello approvato con voto unanime a maggio 2015 e attualmente il provvedimento è in valutazione nelle commissioni congiunte Giustizia (2°) e Affari sociali (12°).
Questo disegno di legge vuole favorire la tutela dei dati personali, l’identità e lo sviluppo armonico di una coscienza critica ed incentivare il confronto, la conoscenza e la libertà espressiva oltre a delineare una serie di servizi utili agli utilizzatori della rete. Il ddl s’articola tra il tavolo interministeriale permanente, che armonizza le direttive EU, i garanti, i ministeri, le organizzazioni attive sulla problematica e la polizia postale.

Tra gli articoli del disegno di legge spiccano il codice di autoregolamentazione per gestori, operatori, produttori e new media, le azioni formative di sistema che dovranno designare un referente per ogni autonomia scolastica e provvedere a fornire risorse adeguate alla Polizia Postale, e infine i dispositivi per la tutela dei minori, per poter rimuovere su segnalazione materiale lesivo e avviare procedure d’ammonimento.

Ipsos, Skuola.net e l’Università di Firenze per il Safer Internet Day 2015 hanno stilato un profilo del minore in rete che aiuta a mettere a fuoco l’importanza di questo fenomeno.
Il 97% possiede uno smartphone e il 90% ha un abbonamento alla rete dati. Solo una piccola percentuale di giovani dichiara che non si connette.

Su un campione di 452 mila ragazzi solo il 12% non si connette. La maggior parte di loro conosce un tredicenne che ha un profilo Facebook, quasi la metà passa dalle 3 alle 5 ore su internet, il 18% di loro anche di più. Il 39% condivide il proprio numero di telefono su internet ed il 35% ha conosciuto ed incontrato qualcuno conosciuto sul web.

Fenomeni come il vamping (restare svegli tutta la notte a chattare e navigare come vampiri), il sexting (inviare immagini e messaggi con esplicito riferimento sessuale) sono in forte crescita. Il 25% degli adolescenti conosce il vamping molto bene e secondo l’indagine del Cremit e di Pepita Onlus, tutti i minori sono iscritti ad almeno un social network e il 50% di loro ha ricevuto immagini sessualmente esplicite da amici o da sconosciuti.

UNA VITA DA SOCIAL ANCHE A SANREMO

Carlo Conti visita il truck di Una vita da Social



La campagna Una vita da Social della Polizia Postale è inserita nel progetto Generazioni Connesse, coordinato dal Miur.



Nel corso delle 2 edizioni precedenti ha raccolto un grande consenso: gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno incontrato circa 150.000 studenti nelle piazze e 800.000 nelle scuole, 25.000 genitori, 10.800 insegnanti per un totale di 2.800 Istituti scolastici, 18.000 km percorsi e oltre 130 città raggiunte sul territorio.
Quest’anno dopo la partenza da Ponticelli (Napoli), il truck Una vita da social è arrivato a Sanremo e si fermerà per una settimana in Piazza Colombo per portare avanti la sua imponente campagna educativa itinerante, realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per sensibilizzare i giovani utenti della rete ai rischi e pericoli dei social network e in particolare, del cyberbullismo.

Mercoledì 10 febbraio, dalle 18 alle 19 a Casasanremo, è previsto poi un incontro informativo a cui prenderanno parte, oltre ai poliziotti della Specialità, anche gli esperti di Facebook Italia.

Oltre alle attività collaterali di Casasanremo, fino al 13 febbraio ogni giorno dalle 9 alle 18, il truck di 18 metri allestito ad aula didattica multimediale con postazioni internet sarà a disposizione di studenti, insegnanti, genitori e società civile di tutte le età, per confrontarsi sull’uso sicuro, critico e consapevole di internet, prima di riprendere viaggio verso altre 30 località italiane.

“La Polizia di Stato da oltre dieci anni è fortemente impegnata nei progetti educativi sui temi della sicurezza, tuttavia con il progetto itinerante Una vita da social ci siamo posti l’obiettivo di raggiungere con la formazione anche gli adulti, che svolgono un ruolo determinante nel garantire che l’esperienza di utilizzo del web da parte dei ragazzi sia una grande opportunità”. Grazie alle attività di formazione informazione abbiamo visto una crescita della consapevolezza che difendersi è possibile, sono cresciute le denunce, è cresciuta la percezione che ciascuno è responsabile di ciò che compie in rete e anche un gesto fatto per scherzo può avere conseguenze serie.” – ha dichiarato Leopoldo Laricchia, Questore della Provincia di Imperia.

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