Dietrofront di Fendi contro il Roma Pride 2016

Divieto assoluto per promuovere  il Roma Pride attraverso il Colosseo Quadrato? Fendi fa un passo indietro e spiega l’equivoco.

La casa di moda romana, solo qualche giorno fa, aveva lamentato l’utilizzo improprio di Palazzo della Civiltà (di cui è legalmente licenziataria) nella campagna “Chi non si accontenta lotta“, a sostegno della manifestazione del Roma Pride 2016 che si tiene nella capitale italiana dal 3 al 12 giugno, con una grande parata che si terrà l’ 11 giugno.

Una missiva recapitata al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (dedicato ad uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano), fatta pervenire dai legali della maison, invitando gli organizzatori a ritirare le locandine, in un primo momento aveva lasciato l’amaro in bocca; la reazione, però, non si era fatta attendere: ” Il Colosseo Quadrato è simbolo della città, valore del Pride riconosciuto internazionalmente: non ritireremo campagna. […] Non è possibile immaginare, che una società che opera sul mercato e che ha tra i suoi clienti anche le persone LGBTQI si senta danneggiata dall’indiretto collegamento con la nostra manifestazione organizzata da una storica associazione che fonda il suo lavoro al servizio dei diritti civili sul volontariato dei propri soci ed attivisti e che in passato ha collaborato con Fendi per la Giornata mondiale di lotta all’Aids. […] Non ritireremo la campagna del Roma Pride – avevano dichiarato increduli ma convinti della loro battaglia – ma continueremo a invitare tutti alla grande parata anche perché il Colosseo Quadrato per i romani non sarà mai privato ma un simbolo della città.

 

Sullo sfondo della locandina Roma Pride 2016, il Colosseo Quadrato (fonte mariomieli.it)

Sullo sfondo della locandina Roma Pride 2016, il Colosseo Quadrato (fonte mariomieli.it)

 

 

Di fatti, il polverone sollevato da questo accadimento, rischiava di danneggiare l’immagine della griffe e per tale motivo, la brusca frenata e una retromarcia riparatoria, è stata necessaria.

Una nota congiunta di maison Fendi circolo Mario Mieli e Roma Pride, ha spiegato la posizione del marchio nei confronti della manifestazione, per buona pace di tutti coloro che in questi giorni avevano gridato allo scandalo: “Da sempre per FENDI la valorizzazione delle diversità professionali, culturali e di genere è parte integrante della cultura della società, la quale in nessuna attività, interna o esterna, discrimina in base all’orientamento sessuale, identità di genere, razza, colore, sesso, religione, opinioni politiche, nazionalità, origini sociali, etnia, invalidità, età, stato civile o altra condizione personale. L’ambizione e la volontà di FENDI sono sempre state quelle di creare team di lavoro eterogenei che riflettano e rispettino le diversità, ritenendole un’importante fonte di arricchimento culturale”.

Insomma, tornato il sereno tra maison Fendi e circolo Mario Mieli, ora il Roma Pride 2016 può continuare nella manifestazione a favore di gay, transgender, lesbiche, queer e di tutti coloro che credono fortemente alla liberta sessuale e non, dell’individuo.

 

 

 

 

Fonte cover splashclub

 

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