ISIS sta conquistando Gaza?

Alcuni osservatori sostengono che ISIS stia infiltrandosi nella striscia di Gaza e Israele dovrà cominciare a preoccuparsi davvero

A giugno ci sono stati diversi attacchi che sono partiti dalla striscia di Gaza verso la città di Ashkelon, niente di strano verrebbe da pensare ma questa volta la rivendicazione è venuta da un gruppo che si ispira allo Stato Islamico e che ha promesso che ci saranno molti nuovi attacchi.
Il primo ministro Netanyahu non perde occasione di paragonare Hamas con l’ISIS e questa volta potrebbe provare sulla sua pelle la differenza tra le due organizzazioni.


Nella realtà Hamas sta tentando di combattere i primi gruppuscoli che stanno nascendo all’interno della striscia che cercano di emulare il Califfato. Gli estremisti che si ispirano all’ISIS stanno portando avanti una strategia del terrore nel territorio di Gaza con lo scopo di far barcollare la pace con Israele. Hamas, dal canto suo, sta combattendo con forza questo fenomeno che minaccia di erodere il suo potere nella striscia.


La cosa preoccupante è che questi gruppi stanno avendo supporto anche da alcuni ali radicali all’interno di Hamas, quelle che vorrebbero tornare in guerra con Israele, esplicativo è l’esempio del militante ucciso dalla polizia in casa sua durante una retata questo mese, il ragazzo faceva parte delle brigate al-Qassam, l’ala armata di Hamas, prima di passare a un gruppo radicale.


Queste divisioni stanno creando un problema difficile da risolvere a Gaza, l’ala moderata di Hamas sta cercando di negoziare una tregua a lungo termine con Israele ma buona parte del gruppo non supporta questa politica. Molti militanti sono convinti che con Israele non ci debba essere nessun tipo di accordo.


Hamas, nonostante abbia già combattuto tre guerre da quando è salita al potere con le elezioni parlamentari del 2006, è vista come troppo conciliante e secolare. I radicali hanno preso di mira militanti di Hamas, internet café, videoteche e altri negozi e luoghi considerati immorali.


Le tensioni tra islamisti radicali e Hamas non sono una novità, un leader di un gruppo legato a al-Qaeda aveva dichiarato l’istituzione di un emirato islamico a Rafah, Hamas aveva subito mandato un gruppo armato alla sua moschea e aveva ucciso lui e tutti i suoi supporter. Una reazione così violenta aveva subito calmato le acque.


I gruppi che stanno emergendo ora, però, sono del tutto nuovi e preferiscono stare nell’ombra quanto più possibile ma sono violenti. Alcuni militanti di uno di questi gruppi ha ucciso un ufficiale governativo di Hamas davanti a casa sua, ha lanciato colpi di mortaio su un campo di addestramento e bombardato il consolato francese due volte.


Non c’è ancora stato nessun apparentamento vero e proprio ma questi gruppi hanno iniziato a usare molti simboli chiaramente riconducibili all’ISIS. Il califfato stesso non ha ufficialmente riconosciuto di avere affiliati all’interno della striscia di Gaza.


I radicali sono in minoranza schiacciante all’interno di Gaza ma la loro tattica di provocazione potrebbe funzionare e una nuova guerra con Israele non farebbe che far aumentare le fila dei nuovi gruppi. Hamas, comunque, ha assicurato Israele riguardo il suo impegno nei confronti del cessate il fuoco e per tutta risposta gli israeliani hanno deciso di rispondere in modo simbolico agli ultimi attacchi di razzi Qassam: i caccia israeliani si levano in volo molte ore dopo gli attacchi e lasciano il tempo ad Hamas di evacuare i propri campi prima che siano colpiti.


Quello che è certo è che ci sarà uno scontro tra le due fazioni, è inevitabile, e Israele e Hamas saranno più vicine che mai in quel momento.

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