primarierepubblicane

La strana corsa alla nomination dei repubblicani

La corsa alla nomination per la candidatura a presidente degli USA dei repubblicani di quest’anno è strana, perché?

Chris Christie è stato spavaldo fino alla fine, ha distrutto la speranza repubblicana, Marco Rubio, all’ultimo dibattito televisivo ma si è dovuto arrendere, dopo i risultati delle primarie del New Hampshire, così Carly Fiorina. Cinque candidati si erano ritirati prima dell’inizio delle primarie: Rick Perry, Scott Walker, Bobby Jindal, Lindsey Graham e George Pataki.
Due si sono ritirati dopo il voto in Iowa: Mike Huckabee, Rick Santorum e Rand Paul.
Solo sette sono rimasti: Donald Trump, John Kasich, Ted Cruz, Jeb Bush, Marco Rubio, Ben Carson e Jim Gilmore
Tra questi due sono irrilevanti: Jim Gilmore ha preso 155 voti, per dire, e Ben Carson ha chiuso con un 2%.


Il New Hampshire, di solito, restringe le candidature. Trasforma le liste dei candidati da degli immensi lenzuoli a liste di due o tre persone. Questa volta non è successo e questa è un’ottima notizia per Donald Trump.


Per capire come mai molti candidati non si sono ritirati bisogna guardare loro singolarmente.
Iniziamo con Trump, la persona che ora come ora ha più possibilità di guadagnare la nomination. Ha fondi praticamente illimitati. Ha più delegati degli altri candidati. Ha numeri migliori di chiunque altro nei sondaggi nazionali e nel prossimo stato in cui ci saranno le primarie, il South Carolina. In Iowa è finito secondo per pochi voti e in New Hampshire ha vinto doppiando il secondo classificato. Quello che manca a Trump è il supporto del Partito Republlicano, una caratteristica fondamentale nelle ultime corse alla nomination ma nonostante questo Trump, quantomeno, rimarrà a lungo in corsa.


John Kasich ha conquistato il secondo posto in New Hampshire, uno stato dove aveva puntato molto. Il risultato di Kasich in New Hampshire è disastroso per quanto riguarda gli sforzi del G.O.P. per contrastare Donald Trump. La sua campagna è riuscita ad attirare pochi finanziatori, ha poca organizzazione al di là del New Hampshire. Rappresenta il centro del partito e ha pochissimo appeal a destra e tra gli evangelici eppure, ora, non ha incentivi a lasciare la gara prima delle primarie in Ohio, il suo stato, il 15 marzo. In South Carolina, il cui elettorato è più conservatore rispetto al New Hampshire, probabilmente avrà un pessimo risultato.


Ted Cruz ha primeggiato in Iowa ed è arrivato terzo in New Hampshire. I media non gli danno credito ma fino ad ora, ha i migliori numeri a parte Trump.
La sua forza è il supporto dell’ala più a destra del partito e, soprattutto, degli evangelici. La sua raccolta fondi è stata ottima. Probabilmente farà bene in South Carolina ed è messo benissimo, secondo i sondaggi per quanto riguarda il S.E.C. quando andranno al voto sette stati del sud in cui gli evangelici sono la maggioranza.


La sua debolezza è, al contrario rispetto a Kasich, è l’appeal sui moderati; difficilmente riuscirà a farsi accettare dal centro del suo partito, la maggioranza.
Jeb Bush ha avuto buone notizie dal New Hampshire. Nonostante Kasich lo abbia passato Jeb! è riuscito a finire davanti a Rubio e, con il supporto di suo fratello ancora molto popolare in South Carolina, può puntare a buoni numeri anche nella prossima tappa delle primarie. Non uscirà dalla corsa sicuramente prima del suo stato, la Florida.


Stessa storia per Rubio. Il suo quinto posto potrebbe aver rovinato la sua campagna ma non è un risultato così negativo da costringerlo a lasciare la corsa. Ha molti finanziatori e l’appoggio del G.O.P. e dopo il suo buon risultato in Iowa non lascerà sicuramente la corsa prima del suo stato natale, la Florida.


Il Partito Repubblicano avrebbe interesse a concentrarsi e supportare un solo candidato contro Trump ma non riuscirà a costringere nessuno degli altri candidati a lasciare la partita in tempo utile. Trump potrà continuare a vincere con solo un terzo dei voti, arrivando da vincente fino in fondo o quasi e una candidatura di Trump per il G.O.P. aprirebbe le porte alla corsa a presidente per un altro maverick repubblicano, Michael Bloomberg, altrettanto inviso all’establishment di partito.
Add Comment Coll

TODAY

21 Sep

Saturday

Le Rubriche

Photo Gallery