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Le nane brune assomigliano ad enormi pianeti, ma si formano come le stelle

La scoperta di getti di materiale incandescente espulsi dai poli di alcune Nane Brune in formazione costituisce la prima prova diretta del fatto che questi oggetti enigmatici, dalle caratteristiche molto simili a quelle di un enorme pianeta, in realtà seguono lo stesso processo di formazione delle stelle

Grazie ai dati raccolti tramite i radiotelescopi del Very Large Array (VLA), in New Mexico, gli astonomi hanno osservato per la prima volta dei getti di materiale incandescente espulsi da alcune nane brune in formazione. La scoperta fornisce le prime prove dirette del fatto che questi particolari corpi celesti, la cui massa è a metà strada tra quella di una stella e di un pianeta, in realtà si formano seguendo gli stessi processi che regolano la nascita delle stelle, seppur su scala ridotta. Gli astonomi hanno analizzato i rilevamenti effettuati dal VLT su alcune giovani nane brune situate nella costellazione del Toro, a circa 450 anni luce dalla Terra, scoprendo che quattro di esse presentano lo stesso tipo di getti emessi dalle stelle più massicce durante le prime fasi della loro formazione. I rilevamenti del VLT sono stati confermati da osservazioni incrociate condotte tramite i telescopi spaziali Herschel e Spitzer.


“E’ la prima volta che osserviamo dei getti di materiale con queste caratteristiche provenienti dalle nane brune nelle fasi iniziali del loro processo di formazione. La scoperta dimostra che il modo in cui si formano è molto simile a quello delle stelle più massicce”, ha dichiarato Oscar Morata, collaboratore dell’Institute of Astronomy and Astrophysics dell’Academia Sinica di Taiwan. “Questi sono gli oggetti astronomici più piccoli che sembrano condividere lo stesso processo di formazione delle stelle”.


Le nane brune possiedono una massa molto inferiore a quella delle stelle, del tutto insufficiente ad innescare le reazioni termonucleari di fusione dell’idrogeno, ma sono comunque più massicce dei giganti gassosi come Giove. La loro esistenza era stata teorizzata per la prima volta nel 1960, ma la prima nana bruna fu scoperta solamente nel 1994. Fin da subito gli scienziati si erano chiesti se questi strani corpi celesti si formassero come le stelle, oppure come i pianeti. Una stella si forma quando una nube gigante di gas e polveri collassa per effetto della gravità, concentrando gran parte del materiale in un singolo centro di massa. In seguito, intorno alla giovane stella si accumula un disco di accrescimento dal quale nascono i pianeti. Nelle sue prime fasi di vita la stella espelle getti di materiale incandescente dai poli, un fenomeno del tutto particolare che per i pianeti non avviene. Già da parecchio tempo si pensava che le nane brune condividessero lo stesso processo di formazione delle stelle, e la scoperta dei getti incandescenti ha fornito un’ulteriore conferma della teoria.


“Grazie a questa nuova scoperta”, ha aggiunto Morata, “possiamo concludere che la formazione delle nane brune costituisce una versione in scala ridotta del processo che porta alla nascita delle stelle più massicce.”


FONTE: National Radio Astronomy Observatory

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